
Da tempo era malato e mi piangeva il cuore vederlo spegnersi piano, giorno dopo giorno.
Soltanto un miracolo poteva salvarlo o… un’idea pazza! E a me vengono, ogni tanto, la mattina presto. Non i miracoli, le idee pazze.
Così, quel mattino buttai per aria la soffitta e quando questa ricadde tutta sparpagliata, lo trovai.
Era in fondo a un cesto di vimini: un vecchio libro di vampiri. Di quei volumetti antiquati, con la copertina in finto cuoio.
In cucina feci scaldare l’acqua e v’immersi il libro.
Lasciai macerare il “vampiro” per tre giorni, poveraccio. Poi scolai la poltiglia, la impastai e la infilai nel forno ricavandone un corto bastone – tipo mezza baguette –.
Avrei dovuto farlo seccare al sole per un mese, ma la malattia incombeva e non c’era tempo.
Una volta raffreddato, quella specie di paletto risultò duro come il ferro. Allora presi un grosso martello e mi avviai in fondo al sentiero, dove il mio giardino incontra le nuvole.
Sono passati dieci giorni e pare che l’idea pazza abbia funzionato: col paletto di vampiro conficcato nel cuore, il mio vecchio frassino si sta riprendendo.
Fulvio Musso






