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Passano i licenziamenti facili e viene abrogato il diritto al lavoro

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Ci hanno scritto:
La democrazia è stato sospesa da 200 giorni circa e l’era Monti ha portato diversi cambiamenti in Italia, difficilmente condivisibili come: IMU, aumento delle accise sui carburanti, riforma delle pensioni, ddl corruzione, aumento iva, aumento del bollo auto, aumento delle bollette e tassa sui rifiuti.
Il provvedimento del governo tecnico più odiato è sicuramente quello del ministro Fornero, ovvero la riforma del lavoro che non apporta alcun vantaggio in termini di ripresa economica, libera i datori di lavoro da ogni obbligo rispetto agli apprendisti, ha aumentato da sei mesi a un anno i contratti a termine che non necessitano di una precisa causale e prevede, attraverso la modifica dell’articolo 18, licenziamenti più facili anche per le aziende con più di 15 dipendenti. Il lavoratore sarà reintegrato automaticamente solo se riuscisse a dimostrare che il licenziamento è dovuto a motivi discriminatori.
Questa riforma difficilmente sarebbe stata digerita dal popolo italiano in tempi passati, oggi invece ha ricevuto la fiducia in parlamento.
Questo pacchetto Fornero si prende gioco della costituzione, dei lavoratori e dei loro diritti, dei sindacati e della democrazia in generale. Il governo infatti ha ridotto le garanzie del lavoratore, non è riuscito a trovare un accordo con le parti sociali e ha imposto al parlamento di approvare il testo senza consentire nessuna modifica.
Ci siamo accorti tutti che questo governo tecnico sia ostaggio dei poteri forti, che vada contro i lavoratori e che violenta la costituzione servendosi dei soliti ritornelli: “Ce lo chiede l’Europa” oppure “Sono misure impopolari che devono essere approvate senza se e senza ma perchè sennò il Paese fallisce”. Prima erano tutte impressioni, fondate, ma pur sempre impressioni. Poi grazie ad alcune dichiarazioni di Monti e della Fornero si sono concretizzate. Monti ha detto che: i poveri pagheranno di più la crisi perchè sono di più, la manovra l’avrei fatta in modo diverso se le lobby in parlamento fossero state meno potenti. Lo stato non può mantenere tutti i disabili anche loro devono fare dei sacrifici, da noi ci sono meno suicidi che in Grecia e che non c’è crisi fin quando i negozi rimangono aperti.
Quelli di Monti sono sicuramente dichiarazioni di un uomo freddo e insensibile, sopratutto quando parla di disabili e di suicidi. Ma se il ministro del LAVORO in un’intervista al Wall Street Journal dichiara che “Il lavoro non è un diritto” senza considerare che l’articolo 4 della nostra Costituzione recita “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il DIRITTO AL LAVORO e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto, significa che siamo davvero in cattive mani e che da questo governo non ci possiamo aspettare nulla di buono. Tornare al più presto alle urne è la cosa più sensata da fare.

Gianmarco Piccone

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1 Commento su Passano i licenziamenti facili e viene abrogato il diritto al lavoro

  1. Ernesto Bodini // 28 Giugno 2012 a 23:19 //

    Alla luce di quanto si sta profilando in merito al diritto del lavoro e delle libertà costituzionali, mi sembra assai “inutile” che il Presidente della Repubblica inviti la popolazione a considerare i valori della Repubblica, poiché decadendo ogni forma di garanzia a tutela del diritto di sopravvivenza e della dignità del Cittadino, si va sempre più incontro ad una vera e propria recessione morale e giuridica. Purtroppo non tutti (per non dire nessuno) sono dotati di etica socratica! La politica dovrebbe essere lasciata fare a chi non ne nutre la passione….! E oggi, sono ancora molti gli italiani che si trovano nella condizione di sudditanza. E.B.

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