Mondiali di calcio, ma l’Italia non è solo quella degli azzurri in campo

Giorno zero. Si accendono i riflettori sul continente nero. È tutto pronto in Sudafrica per la diciannovesima edizione del campionato mondiale di calcio, che si disputa per la per la prima volta in un paese africano. Domani, dopo le spettacolari manifestazioni di inaugurazione, alle 16 ora locale si svolgerà il primo incontro tra i padroni di casa e il Messico. Inizia così un mese in cui tutti, sportivi e non, saranno almeno un pochino coinvolti nella grande giostra calcistica. Tv, giornali e internet bombarderanno con notizie dell’evento, non se ne potrà più di sentir parlare di schemi di gioco, formazioni, fuorigioco, sanzioni disciplinari, capocannonieri, giocatori esclusi dalla rosa, crisi di spogliatoio. Sarà difficile rimanere completamente indifferenti o non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo e dall’allegria dei supporters, si fischietterà Waka-Waka, la colonna sonora dei mondiali. Non si sa come se la caveranno in questa avventura i “campioni del mondo” italiani, se riusciranno ad arrivare fino alla finale dell’11 di luglio o se qualcuno fermerà la loro corsa. I tifosi staranno con il fiato sospeso. Il clamore dell’evento non faccia dimenticare però, durante questo lungo mese sportivo, che l’Italia non è solo quella degli azzurri in campo.
Veronica Atzei

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