Grosseto: olimpiade della Legalità

Grosseto: olimpiade della Legalità

Pubblichiamo volentieri la lettera che Elisabetta Caponnetto “nonna Betta” ha scritto alle professoresse, ai professori, ai partners e ai collaboratori dell’olimpiade della Legalità.

Ieri, 3 giugno al Parco di via Giotto-campo Zauli di Grosseto, si sono tenute le olimpiadi della legalità.

Un’emozione! Avremmo voluto aggiungere altre immagini!

E’ stato un piacere vedere 250 bambini e bambine, che indossavano magliette rosse con il logo “Olimpiadi della legalità” e i loro giovani istruttori/istruttrici dalle magliette azzurre che insegnavano a vivere il gioco con entusiasmo nel correre in libertà e nel rispetto delle regole.

Dei cubi colorati riportavano alcuni messaggi, come ad esempio: “Grandi mete si possono raggiungere solo insieme!”;

“Trattare tutti con rispetto, ciascuno è importante!”;

“Applaudire il successo altrui come il proprio!”

E tante altre frasi.

I ragazzi del Rosmini hanno creato la magia con percorsi fatti da diverse tappe, dove ogni gruppo di bambini e bambine avevano modo di cimentarsi con giochi differenti, formando una grande palestra in cui tutti si esercitavano al rispetto dell’avversario!

L’obiettivo dei giochi era di educare i più piccoli a non cercare la vittoria, ma arricchire se stessi nello stare insieme, avere tenacia, a non demordere e non cercare scorciatoie.

Un ringraziamento va alla UISP e alle insegnanti del Rosmini, i quali hanno organizzato l’evento. Grazie alle autorità, al comune di Grosseto, agli altri comuni del territorio e alla provincia, ma soprattutto, ai giovani del Rosmini che hanno chiesto di continuare insieme questo percorso di formazione di altre giovani sentinelle!

Sono queste le basi per correggere gli errori che noi adulti facciamo.

Essere delle guide, esempi per le giovani generazioni e a darci le indicazioni non è solo il Rosmini, ma tutte le altre scuole, non solo quelle che fanno parte di questo progetto.

Fare cultura di legalità e non “cultura” nello smantellare la scuola pubblica attraverso tagli scellerati. Le risorse ci sono: 190 miliardi di euro!

Sì, in difetto e non in eccesso!

Sono gli utili che la mafia realizza ogni anno in Italia, oltre all’evasione effettuata dal mondo dei furbetti.

Gli unici tagli che si possono fare e tagliare con la mafia!

E’ questo l’esempio che Caponnetto ci ha lasciato.

Ci auguriamo che nell’incontro di settembre la Toscana, assieme ai suoi giovani, sappia dare le soluzioni per la crescita del nostro Paese.

Nonna Betta Caponnetto e tutta la Fondazione
Nella foto: i ragazzi del Rosmini

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