Inutile provare a negare che siamo più inclini al lamento che al ringraziamento e alla riconoscenza, più propensi a vedere ciò che manca o va male che a notare ciò che esiste e gira per il verso giusto.
Poco o nulla indulgenti nel giudicare tutto e tutti, compresi talvolta noi stessi, abbiamo certamente bisogno che la saggia Emanuela Verderosa ci ricordi il valore di una parola potente nella sua semplicità:
Grazie
Amo
ciò che è stato
dei mie anni
Amo
il dolore
che mi ha istruito
la gioia
che mi ha esaltato
l’amore
che mi ha inventata
il deserto
che mi ha temprata
Amo
ciò che ha alimentato
la mia sete
e l’inquietudine
dei paesi cangianti
dentro l’anima
Voglio bene
alla donna
che ha cercato
nonostante
con niente
fra le mani
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