Un fegato per due pazienti? Possibile anche a Cagliari

facciata dell'ospedale Brotzu di Cagliari

facciata dell'ospedale Brotzu di CagliariQuando, lo scorso anno, le cose non andavano bene nel settore della donazione e dei trapianti d’organo, la nostra associazione regionale dei trapiantati Prometeo Aitf Onlus ha denunciato la situazione pubblicamente, invitando i massimi responsabili della Sanità sarda a prendere i necessari provvedimenti. Oggi, però, vogliamo complimentarci per un’importante novità che riguarda i trapianti di fegato che si realizzano all’ospedale “G. Brotzu” di Cagliari. Sono, infatti, stati finalmente assunti un chirurgo specializzato nel cosiddetto trapianto split liver (o fegato diviso) e un rianimatore specializzato nell’assistenza di questi particolari pazienti nel pre- e nel post-trapianto.

In un momento in cui sono in tanti a sparare a zero sulla Sanità sarda e sull’ospedale “G. Brotzu” in particolare, noi vogliamo, invece, rimarcare quest’ottimo risultato, anche perché è la risposta a quanto il Primario della Chirurgia generale, Fausto Zamboni, e la Commissaria straordinaria dello stesso ospedale, Graziella Pintus, da mesi chiedevano all’Assessorato regionale al Sanità, con il pieno sostegno della nostra Onlus.

Poter effettuare a Cagliari il trapianto di fegato split è importante per due motivi:

1) perché, vista la carenza di organi a livello nazionale, il Centro Nazionale dei Trapianti ha adottato una nuova normativa per cui, dal mese di ottobre 2015, ogni fegato donato da un paziente sotto i 50 anni deve essere necessariamente diviso tra due pazienti. Inoltre, se il Centro trapianti di riferimento (Cagliari per la Sardegna) non può, per un qualsiasi motivo, realizzare il trapianto split, l’organo deve essere obbligatoriamente ceduto a un altro Centro trapianti che ne ha necessità e che è in condizioni di eseguire tale tipo di trapianto. Questo, peraltro, senza obbligo di restituzione. È evidente, dunque, quanto fosse importante che la Sardegna scongiurasse questo rischio;

2) perché, a parità di fegati donati, il trapianto split accresce di un buon 30% il numero totale dei trapianti realizzati, come evidenziato dal dr. Fausto Zamboni, che quest’anno realizzerà il 300° trapianto di fegato in Sardegna. Questo tipo di intervento consente, infatti, di salvare due pazienti con un unico organo: un ricevente adulto con normali caratteristiche e un bambino o ricevente che pesi al massimo 40-45 kg. Precisiamo, tuttavia, che i trapianti pediatrici al momento non possono essere eseguiti in Sardegna.

Negli incontri avuti nel 2015 con la Commissione Sanità del Consiglio regionale, con l’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru e con il Direttore generale alla Sanità di tale Assessorato, Giuseppe Sechi, oltre alla realizzazione dello split, avevamo richiesto una riorganizzazione del Day Hospital del Centro trapianti di fegato e pancreas. Questa riorganizzazione è stata in parte realizzata con l’ampliamento della dotazione organica, in particolare con l’arrivo di un’esperta gastroenterologa e di un’infermiera provenienti da un’altra Unità complessa dello stesso ospedale.

Queste due innovazioni erano sicuramente le più urgenti tra quelle richieste dalla nostra Associazione e quanto accaduto dimostra che, quando il rapporto è costruttivo, tutte le parti possono trarne vantaggi. In particolare ne beneficiano i pazienti sardi, quelli che noi rappresentiamo e che vogliamo continuare a rappresentare in futuro, facendo ancora meglio. E in questa missione includiamo anche l’impegno a far sì che la cultura della donazione si diffonda stabilmente nella nostra Isola.

 

Fonte Prometeo AITF Onlus

 

 

 

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