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“Oltre il pregiudizio – Accoglienza di un figlio disabile” convegno sold-out a Viareggio

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di Francesca Lippi

 

 

Oltre il pregiudizio – Accoglienza di un figlio disabile” è stato un convegno tenutosi a Viareggio alcuni giorni fa,  molto  partecipato e che ha visto una grossa affluenza di pubblico per tutta la sua durata, dalle 10 alle 18, tanto che l’Associazione  M’aMa, che l’ha organizzato, è stata costretta a cambiare location per l’alta affluenza di partecipanti, trasferendosi al centro Congressi Principe di Piemonte. Ad aprire il convegno Emilia Russo, presidente dell’Associazione che ha dichiarato: “Per accogliere in famiglia un bambino speciale non serve essere santi o martiri. Siamo tutte persone normali, che parlano di diversità con consapevole leggerezza. “La nostra – ha spiegato Emilia Russo – è un’associazione giovane, nasce nel 2017. Siamo un gruppo di mamme che hanno già esperienza di adozione e di affido, tutte professioniste del sociale. La nostra mission è far si che questi bambini speciali abbiano una famiglia che li curi e li accudisca.  – Ed è proprio questa la cosa più importante– ci spiega Maria Assunta Campana, mamma di tre bambini speciali, insegnante e partecipante al convegno- accogliere al più presto i bambini in famiglia, perché essi di questo hanno bisogno, è la loro priorità. – “Di cosa si occupa la vostra Associazione?”  -M’aMa fa da ponte tra le coppie interessate all’accoglienza di bambini speciali e i  Tribunali del minore in Italia, purtroppo le famiglie per questi piccoli non sono facili da trovare.- E le istituzioni intanto cosa fanno?- “Adesso le Istituzioni sono molto più sensibili  rispetto a queste problematiche che riguardano questi bambini. Cercano di monitorare le famiglie che accolgono e di non lasciarle da sole mai, durante tutto il percorso che queste compiono prima, durante e dopo l’accoglienza del minore.” – Siete sostenuti nella parte economica in questa accoglienza?-  “Questo è un tasto dolente, perché a livello economico non ci sono aiuti. Un’adozione speciale ha un costo economico ed emotivo molto alto e da soli non si può certo affrontare, per questo è importante avere un’associazione di riferimento, anche se nelle istituzioni qualcosa si sta muovendo in positivo, notiamo un certo cambiamento che può far ben sperare e lo si è evinto proprio dal convegno al quale ho partecipato che c’è un maggiore interesse verso i nostri- cencini- noi li chiamiamo così i nostri piccoli ai quali nessuno pensa”. Il convegno,  è stato anche un incontro formativo per l’ordine degli assistenti sociali, che ha accreditato l’evento e garantito crediti formativi per i partecipanti.

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