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La star Jung Woo-sung protagonista della terza giornata del 17/mo Florence Korea Film Fest con il noir “Asura: the city of madness”

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Sarà l’attore Jung Woo-sung, nella foto, il protagonista della terza giornata del 17/mo Florence Korea Film Fest, sabato 23 marzo. L’interprete, molto amato in Asia e in Giappone, che affianca alla sua carriera artistica anche l’impegno umanitario (dal 2015 è Ambasciatore di Buona Volontà dell’UNHCR), alle ore 11.00 al cinema La Compagnia, terrà una masterclass sul suo percorso artistico, i suoi maestri e i molteplici ruoli con cui si è misurato, dialogando con il regista Kim Jee-woon (ingresso 5€, con registrazione obbligatoria su eventi@koreafilmfest.com). Jung Woo-sung, alle 20.00 sarà in sala per presentare al pubblico il film “Asura: the city of madness”, un noir dai toni da tragedia shakespeariana che trascina gli spettatori in un vortice di violenza e corruzione e durante la serata riceverà il “Florence Korea Film Fest Award” da parte del direttore Riccardo Gelli e una targa alla carriera da parte del Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Eugenio Giani.

Per me è la prima volta a Firenze, ieri ho visitato la Galleria degli Uffizi e sono rimasto estasiato”. – ha dichiarato Jung Woo-sung stamattina durante la conferenza stampa – “è un onore essere qui oggi al Florence Korea Film Fest”. Interrogato sul tema della riunificazione delle due Coree – affrontato anche nel film Illang: the Wolf Brigade di Kim Jee-woon – dichiara: “È senza dubbio un argomento molto sentito nel nostro paese. Ci sono tante persone che vivono divise, tutti auspicano che la riunificazione si realizzi quanto prima, ma al momento è solo una speranza”. Riguardo al suo impegno umanitario come Ambasciatore di buona volontà dell’UNHCR dal 2015, l’attore prosegue: “So che la questione dei rifugiati è molto dibattuta anche in Europa. Mi auguro che possa essere affrontata in modo corretto dato che purtroppo vengono spesso diffuse informazioni sbagliate”.

 

 

Al centro della trama di questo noir diretto da Kim Sung-su troviamo il Detective Han Do-kyung, che cerca di rimanere a galla facendo parte del seguito di suo cognato, il sindaco senza scrupoli Park Sung-bae. Le cose si complicano quando il procuratore Kim Cha-in, deciso a incastrare il sindaco, lo costringe a fare il doppiogioco. Mentre sua moglie è ricoverata in ospedale in fin di vita, Han Do-kyung si trova a un bivio: continuare a svolgere il lavoro sporco per il sindaco o collaborare con il procuratore?

A distanza di 15 anni da “Musa the Warrior” Kim Sung-su si dimostra più che mai attento a valorizzare la potente fisicità di Jung Woo-sung, qui nella sua piena maturità artistica e unito a un ensemble cast perfettamente congegnato in cui spiccano Hwang Jung-min e Kwak Do-won. È la violenza però ad essere la vera protagonista, non solo in qualsiasi gesto ma anche nei dialoghi e negli sguardi. Il mondo di Asura è scuro, sporco e ogni forma di gentilezza sembra essere bandita. Non un semplice poliziesco ma un monumento a una crudeltà quasi shakespeariana, nel quale il Detective Han Do-kyung (Jung Woo-sung) si staglia come la figura più solitaria e malinconica della quale lo spettatore è tentato di chiedersi se abbia mai avuto una vera coscienza. È probabile di sì, è la moglie malata a ricordarcelo, l’unica che lo abbia conosciuto forse davvero nel profondo prima che la corruzione, il sospetto, la paura e forse anche l’avidità si impossessassero di lui.

La manifestazione, ideata e diretta da Riccardo Gelli dell’associazione Taegukgi – Toscana Korea Association che celebra il cinema sudcoreano, è organizzata in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, Regione Toscana, Comune di Firenze, Confesercenti Firenze, Publiacqua e KOFIC – Korean Film Council, e inaugura l’ottava edizione della Primavera Orientale.

Al cinema La Compagnia le proiezioni della giornata partiranno alle 15.00 con “After my Death” di Kim Ui-Seok, pellicola che indaga la disparità tra i più deboli e i più forti sottolineando la crudeltà dei ragazzi durante l’adolescenza, in un contesto scolastico iper competitivo; alle 17.00 spazio alla rassegna Orizzonti Coreani con “The Spy gone North”, thriller tratto da una storia vera presentata fuori concorso al Festival di Cannes. Nel 1993 l’ex militare Suk-young Park viene incaricato dal National Intelligence Service Sudcoreano di compiere una missione di spionaggio con il nome in codice “Black Venus”. Il suo compito sarà quello di entrare nelle grazie di un gruppo di alti ufficiali nord coreani di stanza a Pechino per reperire informazioni sui piani nucleari. Agendo astutamente sotto copertura in qualità di agente di commercio, Park riuscirà ad arrivare fino a Pyongyang al cospetto del leader Kim Jong-Il.

Alle 16.00 in Sala Mymovies il pomeriggio sarà dedicato ai cortometraggi con la proiezione di “Audition” di Kim Seul-Ki che racconta di Ung-bi Bak, il quale per ottenere un ruolo in un film dovrà piangere. Il compito si rivelerà più arduo del previsto; “Coming of Age” di Oh Jung-Min, storia di una studentessa universitaria di Seoul che riceve l’inaspettata visita della madre annunciandole il suo desiderio di viaggiare da sola per il mondo per vivere pienamente la sua vita; e infine un ritorno alle origini o la fine di tutto? Questo l’interrogativo alla base di “How to paint your Rainbow” di Erick Oh.
K-VIRTUAL REALITY EXPERIENCE
Fino al 28 marzo dalle 16.00 alle 20.00 per la prima volta al Florence Korea Film Fest sarà possibile visionare una sezione di titoli carichi di suspense per introdurre l’esperienza della Virtual Reality. Attraverso lo speciale visore VR Gear con Controller e con la tecnologia del Samsung S9+ sarà possibile vivere la storia dal suo interno, guardare e muoversi in tutte le direzioni arrivando a una stupefacente percezione della realtà virtuale. Nei titoli in programma: “An Obituary”; “Eyes in the red wind”; “Bloodless” di Gina Kim vincitore del premio Best VR Story alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2017 e “Space X Girl”.

EVENTI COLLATERALI
Dal 22 al 28 marzo dalle ore 16.00, al cinema La Compagnia sarà possibile provare gli abiti tradizionali coreani “hanbok”, il tipico abito da cerimonia coreano. Inoltre fino al 30 marzo allo IED, Istituto Europeo di Design (via Maurizio Bufalini, 6r) sarà allestita la mostra “100 anni di cinema coreano” un’esposizione che raccoglie trenta manifesti e locandine dei film realizzate per i registi più amati e conosciuti, tra cui altri Park Chan-wook, Kim Ki-duk, Bong Joon-ho, Lee Chang-dong e gli attori fotografati nei ruoli più iconici, per celebrare l’importante anniversario di una delle cinematografie più amate nel mondo la cui diffusione in Italia è profondamente legata a Firenze e al suo Festival, organizzato dal 2003 dall’Associazione Culturale TAEGUKGI Exchange of Tuscan and Korean Cultures (ingresso libero, visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 20.00).

BIOGRAFIA JUNG WOO-SUNG
Jung Woo-sung nasce a Seoul il 20 marzo del 1973. Inizia a farsi strada come modello ma il debutto nel cinema avviene nel 1994 con “The Fox with Nine Tails”, il primo film realizzato in Corea del Sud usando la tecnica della CGI.L’occasione per imporsi sulla scena come uno dei più promettenti interpreti della sua generazione arriva grazie al dramma generazionale “Beat” (1996) di Kim Sung-su che lo dirigerà anche in “City of the Rising Sun” (1998) e “Musa” (2001). Nel 2004 Jung Woo-sung è protagonista del film sentimentale “A Moment to Remember”, campione di incassi al botteghino sia in Corea del Sud che in Giappone. Nel 2008 la partecipazione al western diretto da Kim Jee-woon “The Good, the Bad, the Weird” segna una tappa fondamentale nella carriera di Jung Woo-sung; la pellicola, presentata al 61esimo Festival di Cannes, gli fa ottenere il premio per miglior attore non protagonista agli Asian Film Awards del 2009. Jung Woo-sung prende parte nel 2010 al film “Wuxia Reign of Assassins” co-diretto da Su Chao-pin e dal regista di culto John Woo. Torna a recitare in televisione a 15 anni dal suo debutto nella serie “Athena: Goddess of War” (2010) una delle produzioni più ad alto budget mai realizzate in Corea del Sud, per poi tornare a dedicarsi al cinema con la partecipazione al thriller “Cold Eyes” (2013), remake del celebre film honkonghese “Eye in the Sky”. L’anno successivo è protagonista, al fianco della modella e attrice Esom, del thriller erotico “Scarlet Innocence”. Si apre per Jung Woo-sung un periodo di indefesso lavoro che arriva fino ai giorni nostri: lo troviamo infatti nel 2016 in “Asura: The City of Madness” diretto da Kim Sung-su cui seguono i due crime a sfondo politico “The King” e “Steel Rain”. Il fantascientifico “Illang: The Wolf Brigade” (2018) rinnova, a 10 anni da “The Good, the Bad, the Weird”, la collaborazione con Kim Jee-woon. Nel 2015 Jung Woo-sung è stato ufficialmente nominato Ambasciatore di buona volontà dell’UNHCR. Oltre a recarsi personalmente in Bangladesh, Iraq, Nepal, Sud Sudan, Gibuti e Libano ha appoggiato e sostenuto raccolte fondi e campagne di sensibilizzazione globale come #WithRefugees e World Refugee Day.

Il festival è organizzato grazie al contributo di Regione Toscana, Ambasciata della Repubblica di Corea in Italia, Consolato Onorario della Repubblica di Corea in Toscana, Istituto Culturale Coreano a Roma, Comune di Firenze, FST – Fondazione Sistema Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Main sponsor: Asiana Airlines, Conad. Sponsor: Hotel Savoy, Hotel Bernini Palace, Hotel degli Orafi, Grand Hotel Mediterraneo, Hotel Pierre, Villa Royal, La Fioreria, Ristorante Coreano Gangnam, Ristorante Dall’Oste, Ristorante Boccanegra, Ristorante Vecchio Mercato, Ristorante La Cocotte, Ristorante Acqua al2, Ristorante Firenzen, La Loggia, Carlo Bay, Kia-Buratti Auto, Istituto Alberghiero Saffi, Sbigoli Terrecotte, Studio Verdi, Arci, Hotel Plazzo Ricasoli. Media partner: AsianFeast.org, AsianWorld, Cinematographe, K-Tiger, Firenze Spettacolo, LongTake, Movieplayer, Mugunghwa Dream, Mymovies, Novaradio, Radio Italia Cina, Radio Toscana, TaxiDrivers, Vertigo24.

 

Ufficio Stampa
Lorenzo Migno
per PS COMUNICAZIONE Valentina Messina e Antonio Pirozzi

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