La sordità: possibilità diagnostiche e terapeutiche” incontro all’Accademia di Medicina di Torino il 21 giugno

Martedì 21 giugno alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino terrà una riunione scientifica, sia in presenza, sia in modalità webinar, dal titolo “La sordità: possibilità diagnostiche e terapeutiche”. L’incontro verrà introdotto da Roberto Albera, Professore Ordinario in Otorinolaringoiatria e socio dell’Accademia di Medicina. I relatori saranno Claudia Cassandro e Andrea Canale, entrambi del Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Università degli Studi di Torino.

Andrea Canale

Il primo obiettivo consiste nello sfatare miti e percezioni errate. Uno di questi è che la perdita dell’udito sia un problema delle persone anziane ed un segno di senilità e declino. La perdita dell’udito colpisce persone di tutte le età (globalmente 360 milioni di persone, circa il 5% della popolazione mondiale, vive con una perdita uditiva disabilitante; di questi 32 milioni sono bambini). In aggiunta, più di un miliardo di giovani tra i 12 ed I 35 anni hanno un maggiore rischio di sviluppare precocemente una perdita d’udito per l’ascolto di musica ad alto volume specie se attraverso cuffie.

Il secondo mito è che la perdita dell’udito sia inevitabile. Oggi abbiamo una diagnostica avanzata, anche neonatale ed infantile con lo screening uditivo neonatale inserito nei LEA, che ci permette un’accurata diagnosi precoce di tutti i tipi di sordità e la possibilità di  curare efficacemente infezioni, malformazioni e patologie dell’orecchio sia  con terapie mediche che  con tecniche chirurgiche microscopiche ed endoscopiche sofisticate.

Anche sul piano della terapia riabilitativa si sono fatti passi da gigante con gli apparecchi acustici di ultima generazione e con gli impianti cocleari (orecchio bionico) con risultati inimmaginabili sul piano del recupero dell’udito solo 20 anni addietro.  

Claudia Cassandro

La sordità costa in termini personali (gli adulti più anziani sperimentano un disabilitante isolamento sociale con associate ansia, depressione, declino cognitivo e demenza) ed in termini sociali: gli ipoacusici hanno una maggiore frequenza di disoccupazione e le mansioni degli occupati il più delle volte non sono adeguate; inoltre, la collettività affronta costi riabilitativi sicuramente maggiori di un efficace intervento di prevenzione. Il World Report on Hearing dell’OMS ha calcolato che investire nella prevenzione dei danni uditivi può, in dieci anni, avvantaggiare oltre 1,4 miliardi di persone e portare ad un ritorno di quasi 16 volte per ogni euro investito.

Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), sia collegandosi da remoto al sito www.accademiadimedicina.unito.it.

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