Protest 'On en a marre - en Suisse aussi' - All uf Zueri, all in K4, fotografiert am Samstag, 31. Oktober 2025 in Zuerich. (KEYSTONE/Christian Beutler)
Sull’onda delle proteste in Francia, Italia e diversi altri Paesi europei, anche in diverse città svizzere si sono verificati disordini. Cosa spinge le giovani generazioni a scendere in piazza e perché si arriva a tale violenza?
Nella notte tra sabato e domenica, in varie città della Svizzera si sono verificati degli scontri. Alcuni gruppi di estrema sinistra hanno indetto manifestazioni che sono poi degenerate in sommosse. Chi manifestava ha eretto barricate e le ha incendiate; a Zurigo è stata data alle fiamme anche un’automobile. La polizia ha fatto uso d’idranti e gas lacrimogeni. Ai microfoni della Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTS, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha condannato questi “atti di violenza insensata”. Allo stesso tempo, ha sottolineato come il diritto di manifestare sia fondamentale per una democrazia.
“Cosa alimenta la violenza?” chiede il quotidiano NZZ al sociologo svizzero Manuel Eisner, che insegna all’Università di Cambridge. “Per molto tempo la scienza ha pensato che le rivolte fossero solo fenomeni di massa irrazionali”, afferma Eisner. “Oggi sappiamo che l’insoddisfazione è la scintilla che accende la violenza“. La dinamica sul posto è decisiva per determinare se una situazione degenererà o meno.
La Svizzera è uno dei diversi Paesi in cui sono scoppiate proteste a seguito delle manifestazioni in Francia. Non tutte, però, assumono connotati violenti. Julius Fintelmann, caporedattore del media online “The European Correspondent”, è cresciuto in Svizzera e oggi vive a Bruxelles. Alla Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca SRF ha dichiarato di sentirsi parte della generazione che sta scendendo in piazza.
Tra le ragioni di questa insoddisfazione transnazionale vi sono i tagli all’istruzione, gli alloggi costosi o inesistenti, le difficoltà d’inserimento nel mondo del lavoro e la crisi climatica irrisolta. Baume-Schneider ha detto alla radio di ritenere che in Svizzera i e le giovani non manchino di prospettive e che la situazione non sia paragonabile a quella francese.
Il servizio proviene da www.tvsvizzera.it
Più informazioni sul tema:
| • | Cosa alimenta la violenza giovanile? – NZZ |
| • | Il malcontento unisce la gioventù europea – SRF News |




