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Anche a Pistoia Giusy La Piana spiega le Strategie di Comunicazione Mafiosa

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Ancora una volta la Toscana ospita Giusy La Piana, autrice, giornalista e criminologa siciliana, per trattare il tema del binomio comunicazione-mafia. Dopo il successo decretato dalla critica nella prima uscita dello scorso 22 maggio, curata dall’Associazione il Granello di Sale e dall’Associazione Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili, con il patrocinio dalla Regione Toscana e del Comune di Borgo San Lorenzo (Firenze), stavolta è stato il Comune di Pistoia, insieme all’Associazione il Granello di Sale, nell’ambito della manifestazione Pistoiafestival ad accogliere la dottoressa La Piana.

La saletta incontri dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pistoia, all’interno di Palazzo Fabroni, ha fatto da scenario alla presentazione di Strategie di Comunicazione Mafiosa, un saggio di Giusy La Piana.

Ieri sera alle 21.00, infatti, l’autrice bagherese, insieme ad Angelo Ferrario, responsabile dell’ufficio per le relazioni con il pubblico del Comune di Pistoia, e a Giusy Chiello, segretaria dell’ente di promozione sociale Il Granello di sale, ha dato vita ad un incontro molto interessante.

Accostare la comunicazione alla mafia sembra apparentemente strano, invece il passo che dalla comunicazione tradizionale porta alla comunicazione mafiosa è breve. Le tecniche e le strategie utilizzate da Cosa Nostra non sono altro che tutte quelle che la comunicazione classica utilizza. Proprio come nell’ambito comunicativo, la mafia distingue la comunicazione interna ed esterna creando dei codici, dei linguaggi, dei ragionamenti che hanno come scopo finale il riscontro economico. Una vera e propria azienda che utilizza strategie ad hoc per il proprio tornaconto. Se da un lato ci sono i cenni specifici, i gesti, i pizzini, che sono tipici della comunicazione interna tra i boss e i loro adepti; dall’altro, “quando la mafia scende sul campo della comunicazione esterna di solito utilizza un linguaggio simile al politichese: comunicano quasi per slogan i mafiosi che protestano contro il carcere duro, asseriscono di essere vittime di un sistema che vuol farli passare per carnefici e nel frattempo, fra le righe, inviano messaggi ai propri adepti”. E oggi che siamo nell’era di internet anche il mafioso ha imparato a comunicare attraverso questo mezzo che ha lasciato uno spazio più ampio di comunicazione al mafioso che può allontanarsi dal suo territorio ma comunicare allo stesso modo con i suoi referenti. “Ma questa propensione al tecnologico potrebbe anche rivelarsi un cavallo di Troia: i computer lasciano molte più tracce dei foglietti di carta e il passo falso di un utente potrebbe trascinare con sé molti compari mafiosi e aiutanti esterni all’organizzazione”. Tutte queste strategie hanno dato vita, purtroppo, a quella che alcuni definiscono “cultura mafiosa”, termine che all’autrice del libro non piace assolutamente. “Preferisco definire la mafia –afferma La Piana- un virus piuttosto che una cultura. Si tratta di una malattia che si propaga, una mentalità che entra a far parte della vita quotidiana e spesso il cittadino comune non si rende nemmeno conto di essere stato contagiato da questo virus che crea atteggiamenti negativi”. “Ogni giorno, durante il mio lavoro, mi imbatto in gente che crede di poter scavalcare le regole perché è figlio di, amico di, cognato di. –Continua Angelo Ferrario- Purtroppo è un atteggiamento comune ed è proprio quello che bisogna estirpare ogni giorno, insegnando a noi stessi che il rispetto delle regole viene prima di ogni altra cosa.”

Questi sono alcuni degli argomenti emersi dal dibattito creatosi durante la serata tra i relatori, l’autrice e il pubblico.

Il Comune di Pistoia, entusiasta dell’esito dell’evento, si è ripromesso di invitare nuovamente la dottoressa La Piana, per rendere partecipe un’altra fetta del popolo pistoiese del grande lavoro effettuato dalla giornalista siciliana, che con grande padronanza, competenza e stile ha veicolato l’interesse del pubblico verso quelle pagine dense di valori e significati da riscoprire nella lettura.

Giusy Chiello

Nelle foto: Angelo Ferrario, Giusy Chiello e Giusy La Piana durante la presentazione

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