L’angolo della poesia: “Ti aspetterò” di Valentina Brescia

L’angolo della poesia: “Ti aspetterò” di Valentina Brescia

Oggi facciamo la conoscenza di una nuova autrice: Valentina Brescia.

Così si presenta: «Ho 33 anni e abito a Torino…ho sempre vissuto qui, ho visto poco e niente del nostro vasto ed incredibile mondo…ma qui, nell’arco di questi pochi anni, ho vissuto già tre vite.
La prima da figlia. Buona famiglia colta e disponibile che mettendomi di fronte qualsiasi possibilità, ha cercato pazientemente ch’io mi palesassi. Dopo il liceo ho frequentato il corso in Educazione professionale, non ancora ultimato per una serie di vicissitudini che mi han portato a “posticipare”. Ho comunque lavorato per anni in comunità terapeutiche per svariati tipi di utenze, esperienze che mi hanno aiutato sicuramente ad allargare la mente e con essa la mia visione dell’altro.
La seconda da tarda adolescente incerta e ribelle, alla continua ricerca di qualcosa che la potesse appagare. Lungo ed arduo è stato il cammino verso la riscoperta di me stessa…spesso ho ferito, spesso sono stata ferita…ho perso dei pezzi del mio animo…e poi l’ho ricostruito.
La terza da mamma e moglie. È la vita di oggi, piena, lieta, dura, mai statica, scelta, amata….è Vita.
Ho un marito fantastico, impegnatissimo, dolce, a tratti molto bimbo, il che è un bene per me poiché compensa il mio spiccato atteggiamento “vecchiardo” del voler tenere tutto forzatamente sotto controllo.
Io oggi sono casalinga e mamma full time.
Ho 33 anni…ma in realtà ne ho 8. Otto come la mia primogenita Noemi, la mia luce, la mia stella. E ne ho 4, come il mio secondogenito Gabriele, il mio monello la mia allegria.
E ho nove mesi, come Isabella la mia piccina, la mia gioia.
E ho poche settimane…come il mio Angelo appena perso ma che un giorno rivedrò.
Sono una donna molto fortunata.»

Queste parole di Valentina, come il frammento di “prosa poetica” che segue, ci mostrano che non solo si può sopravvivere ad un dolore incommensurabile, ma si può anche continuare ad amare e a vedere la luce. Un esempio importante per tutti noi che, davanti a problemi meno gravi, lasciamo inasprire il cuore, chiudendoci agli altri e dimenticando la riconoscenza.

Buona lettura e buona riflessione.

 

angelo con ali colorateTi aspetterò

Sei arrivato cosi….come un dono inaspettato ma tanto desiderato.
Felice ti ho stretto a me per qualche settimana, con la convinzione che questo nostro cammino ci avrebbe presto portato a guardarci negli occhi, stringendo le tue manine nelle mie con l’eco festoso dei tuoi fratelli.
E poi quel forte dolore e quella striscia rosa …e la mia consapevolezza che stava per travolgermi un uragano.
“Geu ” ti hanno chiamato i medici mio piccolo Angelo…Geu…e stavi già volando via…
Così, improvvisamente, come una forte grandinata in una bella giornata d’estate te ne sei andato…e un dolore immane mi ha travolta…
Passano i giorni…e penso e piango…
Gioco coi tuoi fratelli …e penso e piango…
Sorrido coi tuoi fratelli e poi penso e piango…
Non dormo…e piango…e prego…
Prego affinché io possa riabbracciarti presto tesoro mio….perché lo so, tu ritornerai da me..Ed insieme giocheremo e rideremo coi tuoi fratelli…
e stringeremo le nostre mani per non lasciarle più.
Ti aspetterò Angelo mio…ti aspetterò perché ti Amo.
La tua Mamma

 

 

Nella foto, un particolare di un’opera di Fabrizio Antonio Ibba

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