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Perché leggere Fred Vargas

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Perché leggere Fred Vargas? Innanzitutto perché è garanzia di originalità, come si può comprendere già dal suo pseudonimo, piuttosto insolito per una donna.

In Francia è conosciutissima, mentre nel nostro Paese è stata scoperta con un certo ritardo: scrive dal 1985, dal 1992 ha una produzione letteraria costante, ma i suoi libri sono stati pubblicati da Einaudi solo a partire dal 2000, per giunta con un ordine differente da quello cronologico con cui sono stati concepiti e stampati. L’uomo dei cerchi azzurri, il suo primo romanzo con protagonista il commissario Adamsberg, ad esempio, è stato pubblicato in Francia nei primi anni ’90, mentre in Italia solo nel 2007, dopo i successivi volumi dedicati a questo personaggio (Parti in fretta e non tornare, uscito nel 2004, e L’uomo a rovescio, tradotto nel 2006).

Le storie che narra stanno al confine tra giallo e noir (agli esperti il compito di individuarne l’esatta collocazione): si tratta di casi (ovviamente) difficili, le cui matasse vengono pian piano sbrogliate da poliziotti fedeli a codici deontologici fai-da-te (come appunto Adamsberg) o da ex investigatori (come, ad esempio, Louis Kehlweiler), talvolta affiancati da improvvisati detective. Tra questi ultimi spiccano Marc, Lucien e Mathias, gli strampalati studiosi di storia protagonisti della trilogia I tre evangelisti (Chi è morto alzi la mano, titolo già di per sé stuzzicante, Un po’ più in là sulla destra e Io sono il Tenebroso).

Quello della Vargas è uno stile brillante, ironico e a tratti un po’ cinico, privo di lirismi e tecnicismi fini a se stessi; perfetto, dunque, per dipingere questa schiera di personaggi bizzarri, tutt’altro che politically correct ma, a ben guardare, comunque positivi, seppure in un modo del tutto anticonvenzionale.

I misteri, naturalmente, vengono sempre svelati e gli epiloghi non sono tutti verosimili, ma nessuno è perfetto, neanche la Vargas. In ogni caso, il divertimento è tale che il calo di credibilità passa in secondo piano. Del resto, i suoi personaggi sono talmente particolari (incredibilmente arguti, ipersensibili, impunemente strafottenti, enigmaticamente affascinanti …) che il lettore non si aspetta certo di assistere a vicende “normali”.

Paradossalmente, però, questi individui così strani, così fuori dall’ordinario, a ben guardare racchiudono tanta realtà quanta se ne può trovare in una biografia. Un risultato sicuramente legato al modo in cui Fred Vargas descrive comportamenti, pensieri e sentimenti: con un approccio quasi scientifico (probabilmente per deformazione professionale, essendo una ricercatrice di archeozoologia, specializzata in medievalistica), obiettivo, eppure mai “asettico”. Non mancano, infatti, momenti in cui i paladini di turno mostrano il loro lato debole, magari celandosi dietro frasi e gesti bruschi,  o in cui hanno delle imbarazzanti cadute di stile che riequilibrano le loro straordinarie doti. Per queste ragioni i suoi personaggi risultano un concentrato di umanità in cui tutti possono ritrovare qualcosa di sé o di persone che fanno parte della propria quotidianità.

Marcella Onnis

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