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“Il capitalista, questo sconosciuto”

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Una pubblicazione un po’ “datata” ma che riletta richiama una realtà sempre più attuale…

 

di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

Del capitalismo in questi decenni non si è scritto certamente poco, tant’è che esiste una discreta letteratura sia italiana che internazionale che ha trattato varie argomentazioni, centrando l’argomento soprattutto sul sistema economico basato da prevalenza privata dei mezzi di produzione. Si veda, ad esempio, il perdurare dei mancati investimenti nel nostro Paese, e l’elevato tasso di disoccupazione in diverse nazioni europee, la nostra in prima fila; mancate decisioni economiche, o al massimo decentrate, cioè di rapporti di scambio basati su contratti volontariamente stipulati dalle parti… quando ciò avveniva. Navigando fra scaffali e ripiani della mia libreria mi ritrovo fra le mani una edizione di alcuni anni fa dal titolo “Il capitalista, questo sconosciuto” di Ubaldo Giuliani-Balestrino (Collana La Torre d’avorio, Ed. Fogola, 2001) che tratta il tema sotto un’ottica dallo studio approfondito di chi è grande protagonista del capitalismo, e di chi appunto possiede capitali e investe in imprese produttive; tant’è che alla luce dei tempi odierni può essere utile trarne alcuni spunti. L’autore di questo libro, la cui lettura scorre piacevolmente, è avvocato e professore ordinario di Diritto Penale presso la Facoltà di Economia e Commercio a Torino, con al suo attivo altre pubblicazioni su argomenti di carattere giuridico e penale.

Della figura del capitalista se n’è sempre parlato in molte occasioni e un po’ ovunque, specie in ambito politico; ma se molto si è scritto del capitalismo, molto meno si è pubblicato sulla figura del capitalista, un termine che un tempo incuteva “timore” quasi riverenziale per il potere che poteva rappresentare, ma che oggi vede la sua presenza assai ridotta (e quindi anche il potere) proprio per l’impossibilità, o quasi, di investire sul territorio e con la prospettiva di impegnare il proprio futuro oltre confine, o addirittura di “annullare”se stesso… Ma quanti conoscono veramente da vicino questa figura? Lo scrittore economista-forense nel suo libro inizia con un bel resoconto storico riguardante il capitalista, e poi prosegue con qualche critica al sistema, prima di analizzare varie altre problematiche. Infatti, sostiene che il capitalista è colui che è dominato dal timore di fallire, contraddistinto da una particolare mentalità creata dalla legge fallimentare, e ciò lo rende forte e vittorioso, protagonista del millennio (quello precedente all’attuale), ma al tempo stesso è anche una forza moralmente squilibrante della società. Ecco perché, sottolinea Giuliani-Balestrino, risulta opportuna e urgente una riforma del diritto fallimentare (oggi esiste? E se sì, con quali migliorie?). In questo libro, di 148 pagine, il lettore può trovare molte risposte e curiosità, non facili da reperire, che l’autore ha trattato in base alla sua esperienza corredata da una lunga ed attenta documentazione. Il volume si è aggiudicato il prestigioso Premio Letterario Tito Casini 1999, e si è “qualificato” tra i finalisti del Premio L’autore di Firenze Libri.

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