Da Pescara una lettera d’amore e speranza

Il piccolo Mattia

A scriverla una mamma, la signora Roberta Palmieri, che ha appena perduto il figlio, il piccolo Mattia Gabriele Micarone, qualche giorno fa durante le feste di Natale.

In quattro anni sono state vissute almeno mille vite, incontrate milioni di anime e scambiate miliardi di emozioni.
Raccontarle tutte è impossibile, ma voglio provarci. Sono arrivata alla conclusione che Mattia ci sia stato donato per mandare un messaggio di vita, speranza e resilienza, e che per quanto possa far male per il resto dei nostri giorni, ci sia riuscito, vedere la chiesa piena di così tante persone ci dimostra che Mattia sia riuscito ad entrare nel cuore di ogni persona che ha incontrato nel suo cammino. Il nostro compito adesso è di diffondere il suo messaggio, dare speranza e coraggio a chi non ne ha. Se riusciva ad essere felice lui, se lui ha sorriso ogni giorno della sua vita nonostante tutto, abbiamo il dovere di farlo anche noi.
La diagnosi in gravidanza di una cardiopatia così complessa ti devasta, avere persone giuste vicino aiuta a rendere il percorso un po’ meno tortuoso. Il mio faro in questo cammino è stato la Drssa Di Michele S., già amica prima, ma diventata poi fondamentale per riuscire a destreggiarsi in questo mondo complicato del sistema sanitario. Il mio fantastico ginecologo, che è riuscito sempre ad indicarmi la via giusta, il Dr Visci P. Tutto il reparto di Ancona di torrette CCPC e la TIPO, soprattutto quei professionisti che hanno messo sempre prima il loro cuore e poi la loro conoscenza per aiutarci, in particolare il Dr Capestro A. e la Drssa Iezzi F. immensamente vicini a noi ad ogni ora del giorno e della notte. Grazie anche al reparto di Cardiochirurgia pediatrica di Bologna, la nostra terza famiglia ormai, in particolare al Dr Quarti A. che ha preso in cura Mattia in un momento davvero difficile regalandogli una nuova vita. E grazie a tutta la rete di professionisti qui sul territorio, sempre disponibili ad ogni colpo di telefono per agevolare il percorso di Mattia, Dr Lisi G., Drssa Greco R., Drssa Soldato M., Drssa Carinci S., la nostra pediatra Drssa Passali
M.G., e sicuramente dimenticherò qualcuno, ma sono sicura che sapete che parlo di voi. Grazie a tutte le istituzioni che hanno preso a cuore la storia di Mattia sin da subito, l’assessore Di Nisio N., entrata in punta di piedi nella nostra vita e sempre presente in prima linea in ogni momento di necessità. Alla consigliera Prof.ssa Catalano S. vicina a noi in ogni modo possibile. All’assessore regionale Verì N., che da quando ci ha conosciuti ci ha sempre lasciato un posto nel suo cuore. Al consigliere Orta C., che ci ha aiutati a destreggiarci con la burocrazia per ogni nostro diritto. A tutte le associazioni che si sono schierate sempre dalla nostra parte, in particolare a Oreste e Claudio per le loro parole meravigliose che sempre hanno avuto nei nostri riguardi. Al centro di riabilitazione fondazione Papa Paolo Sesto di
Pescara, attento ad ogni esigenza di Mattia, in particolar modo a Marina, per aver lasciato nel cuore di Mattia un segno indelebile. Alle sue maestre Anna, Monica e Doriana, e a tutto l’istituto comprensivo 1 per averlo accolto e fatto sentire sempre al sicuro e a casa. Grazie a tutto il personale del PS che si è trovato quel maledetto 27 dicembre a dover combattere per non farlo andare via, noi sappiamo che avete fatto l’impossibile e ve ne siamo veramente grati. Quando le cose vanno male si fa presto a buttare fango su tutto, la verità è che noi, nella maggior parte dei casi, abbiamo trovato persone speciali nel nostro cammino, ed è giusto secondo me dare ad ognuno il giusto valore.
Ringrazio poi tutta la mia famiglia, mio marito Simone, padre eccezionale e porto sicuro della mia anima. Mio figlio Carlo ancora piccolo, ma enormemente grande. Mamma e papà che mi hanno insegnato l’amore insieme a mia sorella Fulvia. I miei suoceri Pasqualino e Patrizia, che mi amano come una figlia dal primo giorno.
Ringrazio le cardiomamme che hanno reso indelebile ogni giorno in questi anni e tutti i miei più cari amici, che soprattutto in questi giorni di disperazione ci hanno sorretti ed aiutati.
Mi piace immaginarlo che sia solo sparito come faceva sempre per andarsi a travestire, probabilmente lo rivedrò vestito da Ironman, o Batman, o Spiderman che adorava. Mattia vivrà per sempre in ogni nostro ricordo, quattro anni per vivere sono pochi, ma vissuti come i suoi possono essere abbastanza, non mi rassegnerò mai alla sua perdita, vivrò tutta la mia vita aspettando di rivederlo, ma nel frattempo abbiamo il dovere di diffondere la sua luce.
Grazie

Roberta Palmieri.

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