Ciauda: un saluto per dare un messaggio di fratellanza

Nel Villaggio ciauda, al sorgere del sole il gallo canta world music, le formiche raccolgono le molliche a ritmo di musica etnica, la cicala suona una nuova melodia, poi la sera seduti in cortile, qualcuno racconta una storia… C’era una volta in un’isola felice un uomo piccolo di statura, così piccolo, piccolissimo quasi invisibile, questo suo limite diventò la sua fortuna…viva la musica siciliana!

Questa la frase che troviamo all’apertura del sito ufficiale dei Ciauda, un gruppo musicale siciliano, che fa parte dell’associazione culturale, sita nel catanese, che ha loro stessa denominazione. La band, che nel 2010 è stata finalista del Festival della Nuova Canzone Siciliana, con il Premio Trinacria è formata da Emanuele di Giorgio, Giuseppe Tomaselli, Fabio Vassallo, Utry Sotera, Alfonso Barone, Giuseppe Torrisi, Roberto Stimoli, Maurizio Santonocito, Adriana Harej.

Noi abbiamo incontrato Emanuele che ha risposto ai nostri quesiti sul loro particolare lavoro musicale: un misto tra tradizione e innovazione.

  • Ciauda, un nome un po’ particolare. Da dove nasce l’idea di questa denominazione?

Da una scritta sul muro si leggeva: “Ciao da Marco ti amo”. Ciauda è un saluto : “il saluto del mondo sta nella mano di tutti”

 

  • L’amore per la vostra terra vi ha portato a realizzare una tipologia musicale nuova e tradizionale allo stesso tempo. Ci descrivi questa mixture?

Non è facile sincronizzare tutti i venti caldi che arrivano dal mare,  Noi siciliani abbiamo il “dna multietnico”….Attingere dal passato e spaziare verso il nuovo, creare  senza regole nei diversi generi musicali  è il nostro modo di fare musica.

 

  • Ascoltando la vostra musica mi è venuto in mente subito un gruppo musicale siciliano di indubbio talento i “Tinturia”. Vi hanno mai paragonate ad altre band? A chi vi sentite vicini musicalmente e da chi vi discostate?

Non è difficile essere paragonati ad altre realtà musicali, anche noi come altri creatori di musica cogliamo i suoni trasportati dal vento.

La cosa che ricerchiamo è la vibrazione di una parola, di una melodia…  La musica è un’onda, entra nell’anima senza bussare mai alla porta. Tempo fa un mio amico artista spagnolo mi disse: Emanuele c’è musica che ti piace e musica che non ti piace, non è un fatto di genere musicale ma di qualità di animo­.

  • Una musica la vostra che può andare anche verso orizzonti lontani da quelli siciliani. Credete di poter comunicare con la vostra musica un messaggio globale?

Sappiamo benissimo che la musica non ha confini,  attraversa i muri, arriva all’anima… Il nostro è un messaggio di fratellanza… Siamo tutti sotto lo stesso cielo spinti dallo stesso vento

  • Quali prospettive per il prossimo futuro?

 Creare, creare e ancora creare sempre in libertà!

 Giusy Chiello

Redattore Capo -giusy.chiello@ilmiogiornale.org

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