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Art Club 1945-1964: la mostra dal 23 maggio a Forte dei Marmi (LU)

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ART CLUB

1945-1964

 

Fondazione Villa Bertelli, Forte dei Marmi, 23 maggio-15 luglio 2014

A cura di Gabriele Simongini


scorcio di Villa-Bertelli e del suo giardino a Forte dei Marmi Sono passati quasi settant’anni dalla fondazione dell’Art Club, Associazione Artistica Internazionale indipendente, nell’immediato avvio del secondo dopoguerra. Una modernissima e profetica “agenzia” per l’arte e la cultura contemporanea, simile anche a una grande famiglia, che per la sua flessibilità non etichettabile a priori non ha ancora avuto, incredibilmente, tutta l’attenzione che meriterebbe. L’Art Club fu fondato a Roma il 23 ottobre 1945: erano presenti, tra gli altri, Pericle Fazzini, Virgilio Guzzi, Luigi Montanarini, Enrico Prampolini, il pittore polacco Joseph Jarema. Nascendo con l’intenzione di placare gli animi divisi ed avviliti per avviare una ricostruzione morale e materiale del nostro paese, l’Art Club ebbe uno dei suoi punti di forza nella continuità di dialogo e nella trasmissione di esperienze fra i maestri delle generazioni precedenti (due nomi per tutti: Prampolini e Severini) ed i giovani artisti.

Con quasi 70 fra quadri, sculture, opere su carta e serigrafie, la mostra promossa dalla Fondazione Villa Bertelli a Forte dei Marmi, sotto il segno del “ritrovarsi”, cerca di rispecchiare per la prima volta quella pluralità e coesistenza dialettica di linguaggi diversi e magari eterogenei che hanno contraddistinto soprattutto i primi anni di vita dell’Art Club, sintetizzandoli a beneficio del pubblico, con chiarezza espositiva, in una linea figurativa ed in una astratta. Nella rassegna di Forte dei Marmi, curata da Gabriele Simongini, si propone quindi, per rendere giustizia al pluralismo d’intenti e di voci oltre che alla straordinaria capacità di dialogo sotto la cui bandiera è nato l’Art Club, una selezione di una cinquantina fra i maggiori artisti che ne sono stati soci o che hanno comunque partecipato a qualcuna fra le tantissime esposizioni organizzate dall’Associazione Artistica Internazionale Indipendente. Inoltre, in relazione alla regione che ospita la mostra, si riserva un piccolo omaggio a Luigi Montanarini, nella sua duplice qualità di fondatore e di unico toscano del gruppo che ha partecipato ufficialmente all’atto costitutivo dell’Art Club. E viene esposta anche la rara cartella “Arte Astratta Italia 1955” con 14 serigrafie (1955), nata per celebrare il decimo anniversario della fondazione dell’Art Club.

La prima fase della sua storia, fino al 1950, sotto la presidenza di Jarema e la vicepresidenza della coppia Prampolini-Guzzi, è caratterizzata da uno spirito ecumenico e quasi censitorio, riunendo e contando le “forze” in campo disposte a dare un apporto alla ricostruzione della cultura artistica italiana. Dall’11 settembre 1951 le redini dell’Art Club passano alla presidenza di Prampolini, affiancato da Pericle Fazzini come vicepresidente e dai consiglieri Afro, Corpora, Dorazio, Mafai, con Michelangelo Conte come segretario. Prevale la linea “non-oggettiva” dell’Art Club  che trionfa nella grande mostra Arte Astratta e Concreta in Italia, presentata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1951. Quello della presidenza dell’infaticabile Prampolini (1951-1956)  è il periodo di attività più feconda per l’Art Club. Lungo i due decenni della sua attività, la capillarità dell’azione portata avanti dall’Art Club è dimostrata dalle tante sedi sorte in Italia (Roma, naturalmente e poi Bologna, Catania, Firenze, Livorno, Milano, Napoli, Palermo, Pisa, Torino, Venezia e varie cittadine più piccole) ed all’estero (Austria, Australia, Belgio, Brasile, Egitto, Francia con le due sedi di Parigi e Nizza, Giappone, Inghilterra, Israele, Olanda, Sud Africa, Turchia, Uruguay).

Come scrive Simongini in catalogo, “questo sodalizio anticonformista ed indipendente di artisti ha dato un dinamico impulso all’inserimento della creatività italiana in un contesto europeo, ha promosso l’organizzazione di mostre esemplari e la pubblicazione di libri stranieri d’arte e d’architettura, ha dato fiducia a giovani pittori e scultori che in seguito si sono affermati pienamente, il tutto con pochi mezzi, con infinita forza di volontà e in piena autonomia. Nei due decenni di vita dell’Art Club le mostre arriveranno ad oltre cento ma non vanno dimenticati i venti bollettini pubblicati dall’Associazione (dove figurano anche contributi internazionali come quelli di Eluard, Léger e Seuphor e di grandi critici come Venturi), la produzione di rappresentazioni teatrali le cui scenografie e costumi erano realizzati dagli stessi soci, l’organizzazione di vivaci kermesse destinate ad attirare il pubblico di non addetti ai lavori, con il coinvolgimento di scrittori come De Libero, Moravia, Sinisgalli, Ungaretti, di protagonisti  del mondo cinematografico quali Blasetti, De Sica, Anna Magnani, Michelle Morgan, e con concetti di musica classica e jazz. Grazie all’Art Club si poterono vedere, spesso per la prima volta in Italia, opere di Arp, Baumeister, Delaunay, Magnelli, Picasso, Poliakoff, Vasarely, solo per ricordare alcuni grandi nomi”.

La mostra è sostenuta e promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli. Il coordinamento organizzativo è realizzato dalla Fondazione Villa Bertelli e da Segni d’arte (Roma).

Il catalogo, pubblicato dalle Edizioni Franche Tirature, è curato da Nicolina Bianchi, Jacopo Cannas e Gabriele Simongini, autore anche di un ampio saggio che analizza tutto il percorso dell’Art Club, e contiene anche un contributo di Claudio Strinati. Vi sono pubblicati anche rari documenti dell’Art Club.

 

Artisti:

Carla Accardi, Afro, Marcello Avenali, Giacomo Balla, Enzo Brunori, Alberto Burri, Corrado Cagli, Massimo Campigli, Giuseppe Capogrossi, Felice Casorati, Pietro Consagra, Michelangelo Conte, Antonio Corpora, Filippo De Pisis, Piero Dorazio, Pericle Fazzini, Nino Franchina, Franco Gentilini, Emilio Greco, Lorenzo Guerrini, Renato Guttuso, Virgilio Guzzi, Joseph Jarema, Leoncillo, Mino Maccari, Mario Mafai, Alberto Magnelli, Edgardo Mannucci, Umberto Mastroianni, Sante Monachesi, Luigi Montanarini, Giorgio Morandi, Gualtiero Nativi, Mario Nigro, Giovanni Omiccioli, Achille Perilli, Fausto Pirandello, Enrico Prampolini, Domenico Purificato, Mimmo Rotella, Antonio Sanfilippo, Aligi Sassu, Angelo Savelli, Salvatore Scarpitta, Gino Severini, Toti Scialoja, Mario Sironi, Atanasio Soldati, Luigi Spazzapan, Orfeo Tamburi, Giulio Turcato, Emilio Vedova.

La cartella “Arte Astratta Italia 1955” comprende le serigrafie di Afro, Balla, Conte, Dorazio, Jarema, Magnelli, Moretti, Munari, Nativi, Perilli, Prampolini, Radice, Severini, Soldati.

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