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Dopo il Lunezia, a Ennio Rega anche il Premio Brassens

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Un ulteriore riconoscimento per l’autore di “Arrivederci Italia”              

L’8 novembre a  Vercelli  nell’ambito  del “Festival Internazionale di Poesia Civile”

 

Roma 11/10/2013 – Un nuovo riconoscimento per Ennio Rega che segue all’unanime consenso di critica e pubblico ricevuto dal nuovo album “Arrivederci Italia” già Premio Lunezia 2012. Il Premio Georges Brassens  sarà conferito al cantautore con la motivazione “per la grande versatilità e l’alta tensione poetica di testi e musica nella sua opera intrisa di denuncia sociale”. La Cerimonia di  conferimento del premio Georges Brassens ad Ennio Rega avverrà l’8 novembre nell’ambito del “Festival Internazionale di Poesia Civile” nel Castello di Quinto Vercellese, dove il cantautore sarà  in concerto esibendosi al pianoforte in compagnia di Marco Loddo al contrabbasso e una vocalist. Il Festival Internazionale di Poesia Civile città di Vercelli è ammesso alla UNESCO’s World Poetry Directory ed è organizzato dall’Associazione Culturale Il Ponte.

Seguirà per Rega un calendario di appuntamenti live che, entro l’anno, lo vedrà ospite all’Auditorium sgm di Roma, e poi in concerto in varie città d’Italia tra cui Catania, Livorno, Albenga, e ancora un mini tour all’estero nell’aprile 2014.   E’ un momento magico per Ennio Rega, che di recente ha anche debuttato con grande successo a Roma e Napoli con l’opera teatrale “Arrivederci Italia messinscena di un forestiero in patria”  da lui scritta e diretta, teatro civile di narrazione tra musica e parole. L’artista è in questi mesi impegnato nella pre-produzione  del suo quinto album la cui pubblicazione è prevista nel 2014.

Hanno detto di lui:

“di forte ispirazione letteraria, molto prossimo al Brel delle brume del nord con i suoi ricordi sommessi e la sua indignazione gridata” (Il Manifesto A. Colonna)

“fa bene al cuore sapere che esistono ancora  “prodotti” così “indomiti” e “indomabili”, “diversi”, davvero schierati in “direzione ostinata e contraria”  (Il Mattino  F. Vacalebre)

Un grande chansonnier tra sogni e disincanto” il cui talento cantautorale non è inferiore a quello dei fratelli Conte, ma con in più una smagatezza “sudista” un’irriverenza cinica mai domata” (Il Tempo S. Mannucci)

 

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