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A Catania una fiaccolata dell’Ordine avvocati e dell’Anm

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Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania

COLPITO AL CUORE L’ESERCIZIO DELLA GIURISDIZIONE

 

«Occorre recuperare il rispetto pubblico della funzione del magistrato e dell’avvocato»

 

fiaccolata davanti a un TribunaleCatania, 10 aprile 2015 –  Le toghe catanesi rispondono in massa, perribadire l’importanza dell’esercizio della giurisdizione e la necessità di maggiori controlli di sicurezza all’interno del tribunale. Circa ottocento, traavvocati e magistrati, hanno partecipato alla fiaccolata dinanzi all’ingresso del Tribunale Catania, organizzatadal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati etneo presieduto da Maurizio Magnano di San Lioe dall’Associazione Nazionale Magistrati, Giunta Distrettuale di Catania con la presidente Daniela Monaco Crea,per commemorare le vittime della strage al Tribunale di Milano: il giudice Ferdinando Ciampi, l’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani e Giorgio Erba, uccisi da Claudio Giardiello, 57 anni, immobiliarista a processo per bancarotta.

Una folla silenziosa ha illuminato con le fiaccole l’ingresso del Tribunale;ha prima ascoltato il discorso della presidente Monaco Crea esuccessivamente quellodel presidente Magnano di San Lio, poi il corteo si è spostato lentamente facendo il giro completo del Palazzo di Giustizia.

«La Magistratura e l’Avvocatura del distretto di Corte di Appello di Catania esigono che siano assicurati livelli di sicurezza adeguati alla importanza sociale della giurisdizione che viene esercitata nei suoi uffici – commenta la presidente della Giunta ANM Catania, Monaco Crea – requisiti di sicurezza troppo spesso trascurati da chi ha il dovere di predisporli e mantenerli, ma parimenti dimenticati da chi ha il diritto/dovere di chiederne il rispetto. L’errore che non dobbiamo commettere è di ridurre e ridimensionare quanto accaduto al gesto isolato di un folle. Dobbiamo uscire dall’isolamento che abbiamo in parte anche determinato, ascoltando gli altri per renderci meglio conto di come dobbiamo proporci e di quello che dobbiamo cercare di fare per recuperare per intero quella fiducia nella giustizia, quella stima e considerazione sociale che sino ad alcuni decenni fa erano così ampie, diffuse ed indiscusse».

Troppa tensione e rabbia, occorre richiamare tutti al rispetto della giustizia. «Abbiamo raccolto di buon grado come Consiglio dell’Ordine l’invito dell’Anm» sottolinea Magnano di San Lio. «Ci è sembrato giusto organizzare questa manifestazione tesa innanzitutto a porgere solidarietà ai familiari delle vittime e per fare delle riflessioni: troppo semplicistico dire che i sistemi di sicurezza non hanno funzionato e troppo facile scaricare queste responsabilità. Nella realtà si sono realizzati degli investimenti che hanno portato alla caduta della soglia di sicurezza intesa sia come struttura sia come personale; individuare responsabilità in persone che svolgono il proprio lavoro mi sembra davvero superficiale. Non è possibile recarsi in Tribunale, il luogo in cui viene celebrata la giustizia e la sicurezza, per lavorare e si trovi la morte in questo modo così violento».

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