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#vivograziealui: campagna per la donazione di organi

La campagna, lanciata in Sardegna, è stata presentata ufficialmente a Cagliari il 26 maggio 2017, in prossimità della Giornata per la donazione degli organi. Nell’occasione sono anche stati illustrati i dati su donazioni e trapianti in Sardegna nel 2016 e nella prima parte del 2017.

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#vivograziealuidi Marcella Onnis

Oggi si celebra la Giornata per la donazione degli organi 2017 e, in prossimità di quest’appuntamento, venerdì scorso è stata presentata ufficialmente a Cagliari la campagna di informazione e sensibilizzazione #vivograziealui. L’iniziativa è dell’ASSL di Oristano, che ha poi coinvolto l’Azienda per la tutela della salute della Sardegna (ATS) e il Centro Regionale Trapianti (CRT).

Senza donazioni non possono esserci trapianti: l’ha ricordato subito, ringraziando i familiari dei donatori defunti, il dott. Vinicio Atzeni, Direttore sanitario dell’azienda ospedaliera Brotzu. La struttura da lui diretta è ormai l’unica in Sardegna a eseguire i trapianti, per i quali –  ha affermato – il 2016 è stato «quasi da record», con una rassicurante ripresa anche dei trapianti di cuore. Quanto al 2017, sta portando altre buone nuove per chi soffre di patologie gravi: Atzeni ha, infatti, annunciato che è stato eseguito il primo impianto di cuore artificiale in Sardegna, cui a breve ne seguirà un secondo.

opposizioni alla donazione nel 2015 e 2016I dati di dettaglio su 2016 e 2017 sono stati illustrati dalla dott.ssa Francesca Zorcolo, responsabile del CRT. Per quanto riguarda lo scorso anno, in Sardegna sono stati segnalati 68 potenziali donatori di cui ben 48 utilizzati per almeno un organo, pari a 28,9 per milione di abitanti contro i 21,4 della media nazionale: un dato che ci ha collocati al 5° posto nella classifica delle regioni italiane, ha segnalato la dott.ssa Zorcolo. Per il 69% di questi pazienti la causa della morte è stata un’emorragia cerebrale e la maggior parte di loro aveva più di 55 anni, con un 11% di over 75, a conferma che l’età media del donatore sta salendo. Quanto alle opposizioni alla donazione espresse da familiari o in vita dal paziente deceduto sono state 13, pari al 19%, tra i risultati migliori ottenuti dall’Isola degli ultimi 16 anni e dato ottimo se confrontato con il 30,3% di media nazionale e il 33% del 2015 che, come ha ricordato la responsabile del CRT, aveva destato non poco allarme. Grazie a questi donatori è stato possibile trapiantare in Sardegna ben 98 organi tra rene, pancreas, fegato e cuore. Per quanto riguarda il 2017, la dott.ssa Zorcolo ha fornito dati aggiornati addirittura al 26 maggio, giorno della conferenza, comprensivi del recente picco di attività: oltre al trapianto del fegato di Nicky Hayden, infatti, in questi giorni in Sardegna ci sono state altre donazioni che non hanno fatto altrettanto clamore. È salito così a 15 il numero di donatori utilizzati su 23 segnalati, dai quali sono stati prelevati 26 reni, 2 cuori, 13 fegati e 6 polmoni (questi ultimi trapiantati fuori dall’Isola in quanto qui non si esegue questo tipo di intervento). Quanto alle opposizioni, per ora sono state solo il 17,3%. Per la dott.ssa Zorcolo l’andamento è buono, ma ogni stima sui prossimi mesi non può che essere meramente orientativa perché «quest’attività ha continue oscillazioni».

Anche per tale ragione è utile la campagna di informazione #vivograziealui che, ha spiegato, mira a «indurre i cittadini a informarsi per fare una scelta consapevole in vita, che sia anche compiuta in maniera ufficiale», ossia rilasciando la propria dichiarazione di volontà presso le asl, all’Aido o presso i comuni che – attuando le norme che a loro attribuiscono questa facoltà – hanno già reso disponibile il servizio di registrazione delle dichiarazioni all’Ufficio anagrafe, al momento del rilascio o rinnovo della carta di identità. In Sardegna tali comuni sono 52 e diverse decine hanno già attivato l’iter che, però, ha segnalato la dott.ssa Zorcolo, presenta una certa lentezza. Il CRT sta facendo tutto il possibile per incentivare la promozione di quest’opportunità e accompagnare i comuni prima, durante e dopo l’attivazione del servizio, anche organizzando corsi di formazione per gli ufficiali dell’Anagrafe incaricati di raccogliere le dichiarazioni (al momento sta per partire la 15^ edizione, ha annunciato la dott.ssa Zorcolo). I risultati finora raggiunti sono buoni poiché questi 52 comuni hanno già raccolto 21.911 dichiarazioni di cui l’88,2% positive, ha segnalato la responsabile del CRT, precisando che «le persone che si esprimono in vita sono più propense a dire di sì rispetto a quelle che devono scegliere per un proprio familiare di cui non conoscevano la volontà».
Una scelta in ComunePer il dott. Fulvio Moirano, direttore dell’ATS, 52 comuni su 377 sono un dato buono, ma se consideriamo che da un pezzo non è più in fase pilota il progetto “Una scelta in Comune” con cui il Centro Nazionale Trapianti mira a promuovere l’attivazione del servizio in tutti i comuni italiani, non è sicuramente il caso di adagiarsi sugli allori. Lo ha affermato senza giri di parole anche il presidente dell’associazione di trapiantati Prometeo AITF Onlus Giuseppe Argiolas: «52 comuni sono pochi, se consideriamo il livello di sensibilità che abbiamo in Sardegna. È necessario che la Regione e l’ATS intervengano con l’ANCI per portare tutti i comuni sardi ad aderire al progetto “Una scelta in Comune” perché al momento lo fanno quasi sempre solo su invito delle associazioni». La Prometeo ha già chiesto formalmente all’ANCI Sardegna e alla Regione di attivarsi ma, in attesa di una loro risposta, Argiolas ha voluto interessare l’ATS, rimarcando che, una volta avviato il servizio, questo deve anche essere seguito: in vari comuni già attivi il numero delle dichiarazioni raccolte è ancora basso e in alcuni la percentuale delle opposizioni è allarmante, segno che è ancora necessario sensibilizzare la popolazione.

A illustrare in dettaglio la campagna #vivograziealui è stato il dott. Giorgio Piras, Direttore dell’Unità di Anestesia e rianimazione dell’ASSL di Oristano. L’iniziativa, ha raccontato, è nata da una sconfitta: un’opposizione alla donazione che li ha spinti a chiedersi come intervenire per prevenire o perlomeno arginare questi rifiuti. Ne è nata l’idea di una campagna articolata in più azioni, a partire dallo spot omonimo, realizzato con il supporto tecnico di Alambra videoproduzioni e la collaborazione dell’Aido comunale “Mario Fodde” di Cuglieri: il breve video contiene le testimonianze di quattro trapiantati (Tonio Cadau, Gigliola Brovelli, Carlo Garbarino e Walter Uccheddu) e di tre familiari di donatori (Paola Secci, Alberto Deiana e Laura Mastinu).

A questo spot, ha annunciato Piras, seguirà la seconda azione, ossia un video con interviste a specialisti che spiegheranno, in termini accessibili a tutti, come avviene la donazione, chiarendo i concetti che più destano perplessità quali la differenza tra coma e morte encefalica. La terza azione, già in parte realizzata, è la pubblicazione di “Gratzias dae coro” (Grazie di cuore), una brochure informativa bilingue (in sardo e italiano) che contiene anche un tesserino in cui rilasciare la propria dichiarazione di volontà. Tale brochure sarà distribuita nelle strutture sanitarie e sarà scaricabile dai siti istituzionali dell’ATS e del CRT.

brochure Grazias dae coroChe decidere in vita sia importante l’ha dimostrato con la sua testimonianza Alberto Deiana: per lui e sua moglie, Paola Secci, dire “sì” alla donazione degli organi della loro figlia Elisa è stato, infatti, semplice perché lei stessa, pochi giorni prima di morire, aveva espresso questa volontà. «Bisogna parlarne in famiglia» ha affermato, chiarendo di non voler dare alcuna indicazione a nessuno, ma di voler semplicemente far presente che «nessuno è in grado, in quei momenti, di decidere per altri». «La decisione di mia figlia ha dato un senso alla mia vita, perché questo è un lutto che non si elabora mai» ha concluso. Uno degli altri volti dei video, Gigliola Brovelli, ha invece testimoniato in carne e ossa che il trapianto restituisce la vita: 9 anni fa è rinata con un trapianto di fegato e, grazie ai nuovi farmaci, è anche guarita dall’epatite C.

In Sardegna al 31 marzo 2017 si registravano 153 pazienti in lista di attesa per un trapianto (e in tutta Italia, secondo i dati certificati del Sistema informativo dei trapianti, al 26 maggio erano 9.284): «Abbiamo la pressione di questi pazienti» ha affermato il dott. Vinicio Atzeni che, per tale ragione, ha ben accolto questa nuova campagna. Ed è certamente da accogliere con piacere ogni iniziativa che, in qualche modo, contribuisca a sensibilizzare la popolazione e a far crescere i “sì” alla donazione espressi in vita. È tempo, però, di pensare anche a campagne d’informazione regionali che siano periodiche e che coinvolgano, sin dalla fase di ideazione e pianificazione, tutti gli attori interessati dalle attività di donazione e trapianto di organi: l’Assessorato regionale alla Sanità, il CRT, l’ATS, tutte le ASSL e le strutture sanitarie (in particolare quelle dotate di operatori specificamente formati come comunicatori in materia di donazione), senza scordare le associazioni di settore, che già portano avanti questo obiettivo.

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