La comunicazione attraverso le lingue: 6000 nel mondo, 32 in Italia

La comunicazione attraverso le lingue: 6000 nel mondo, 32 in Italia
 
 L’epoca in cui viviamo è caratterizzata dai tanti modi che si possiedono per comunicare con i nostri simili, non solo tivù e radio, ma cellulari, portatili, palmari, computer che attraverso l’invio di lettere elettroniche, per mezzo di Internet, ci permettono di abbattere ogni distanza e far recapitare il nostro pensiero e la nostra esigenza e voglia di comunicazione

Da tempo, ormai, si discute sull’importanza del linguaggio e di quanto possa influire sulla capacità di agire degli uomini. La lingua prescelta per ogni intento comunicativo, sia per ragioni storiche che per la musicalità che la contraddistingue, è la lingua inglese assai diffusa e materia di studio per ogni ragazzo fin dalla tenera età.

In realtà le lingue presenti nel mondo degli esseri umani sono circa seimila, ma quelle più parlate e in uso costituiscono un numero, di gran lunga, meno elevato.

Il motivo dell’inutilizzo di una lingua risiede spesso nel pregiudizio di un suo senso di prestigio inferiore.

In Italia si contano circa trentadue lingue oltre l’italiano e molte di queste sono segnalate a rischio di estinzione, fra queste il ladino e il croato molisano.

La lingua rappresenta senza ombra di dubbio un segno di identità culturale e può salvarsi dallo scomparire solo in virtù del suo uso fra la gente.

Si è più volte discusso sull’importanza della lingua dialettale, erroneamente vista dai più giovani come lingua inutile e di ‘serie b’ rispetto all’italiano corrente.

Oggi più di ieri traspare l’esigenza dell’inserimento del bilinguismo nelle scuole e molte sono le richieste di introdurre anche usi e costumi linguistici tipici del posto di appartenenza per dare la possibilità ai più giovani di conoscere e arricchire il proprio vocabolario senza perdere di vista la propria identità culturale.

Le strade della comunicazione si arricchiscono di nuovi spunti e cresce negli uomini il desiderio di allargare i propri orizzonti culturali e chissà che un domani anche gli indios possano apprendere l’italiano e insegnarlo nelle loro tribù.

Sabrina Vasciaveo

 

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