Foto: Keystone / Alessandro Della Valle
Occhi e bocca sono realizzati con il simbolo della radioattività.
Il Parlamento ha rinviato la decisione sull’iniziativa “Stop al blackout” e si è accordato sulle modalità della raccolta digitale di firme.
Il Parlamento non ha ancora concluso le deliberazioni sulla cosiddetta “Iniziativa blackout”. Dopo un maxi-dibattito con circa 100 interventi in programma al Consiglio nazionale – e senza che tutti avessero ancora preso la parola – la decisione sul progetto di politica energetica è stata rinviata alla prossima settimana. La revoca del divieto di nuove centrali nucleari è la questione centrale dell’iniziativa.
Le Camere hanno invece trovato un accordo sui progetti pilota per la raccolta elettronica di firme. Le decisioni di principio su questi test erano già state prese in precedenza, ma ora sono chiare le condizioni per la loro attuazione. Questo tema interessa da vicino la diaspora, poiché con tali strumenti sarebbe possibile anche per chi abita all’estero partecipare alla raccolta di firme, ad esempio per un referendum o un’iniziativa popolare.
Oggi, il Consiglio degli Stati ha inoltre respinto la proposta di consentire ai negozi di rimanere aperti per un massimo di 12 domeniche all’anno, al posto delle attuali quattro. Il Consiglio nazionale deve ancora esprimersi.
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