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Il punto su: I giovani e la riforma scolastica

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Sembra proprio che gli studenti palermitani ce l’abbiano messa tutta oggi per dichiarare il loro odio nei confronti del ministro Gelmini.

I giovani palermitani delle scuole superiori si sono, infatti, riuniti tutti per protestare contro le riforme scolastiche che vanno a favore delle scuole private e non di quelle pubbliche. Questo corteo di protesta ha voluto dimostrare come i giovani tengano tanto alla loro istruzione e a quella delle future generazioni. Questa è solo una delle forme di protesta utilizzate dagli studenti, in quanto 17 scuole protestano contro la scuola italiana anche attraverso l’occupazione e l’autogestione.

La motivazione che spinge questi giovani è più che valida. Ma servirà a qualcosa?

Quando anch’io frequentavo il liceo, questo tipo di manifestazioni erano già molto in voga. Anche allora si “lottava” contro la riforma scolastica e per il diritto alla studio, ma tanti studenti manifestavano solo per il gusto di marinare la scuola e forse tanti lo fanno ancora adesso. A cosa serve occupare la scuola se il reale interesse degli studenti è quello del diritto all’istruzione? Un gruppo di operai che sciopera può creare dei danni all’azienda per la quale lavora. Ma gli studenti che danno possono arrecare alla scuola e al suo ministro se stanno un mese senza far procedere il regolare svolgimento delle lezioni? Bisogna farsi sentire, è vero! Ma fare autogestione un mese prima delle vacanze di Natale è assurdo. Vedrete, cari lettori, che dopo Natale tutte le proteste si cheteranno. A gennaio tutti gli studenti torneranno sui banchi di scuola perché dovranno sostenere interrogazioni e superare i primi scrutini con un voto accettabile. E allora vedrete che le manifestazioni contro la Gelmini diminuiranno.

Ma perché? Me lo sono sempre chiesta. Se si crede in un ideale bisogna attuare la sua politica fino in fondo e con i giusti mezzi.

Cari studenti, continuate a lottare, a manifestare ma non togliete a voi stessi il diritto di studiare. Un mese di occupazione o autogestione toglie tempo a quella cultura che voi tanto desiderate avere come diritto. Dimostrate a chi ci governa che la scuola è un diritto di tutti e che per questo voi non dovreste rinunciare nemmeno a 10 minuti di istruzione.

Giusy Chiello

Redattrice- giusy.chiello@ilmiogiornale.org

Foto: Elisa Martorana

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1 Commento su Il punto su: I giovani e la riforma scolastica

  1. e già! il modo migliore per “sconfiggere” i politici e le loro discutibili riforme è proprio andare a scuola, studiare, accrescere la propria cultura e dotarsi così degli strumenti per non farsi abbindolare dalla belle parole. L’ignoranza è la migliore amica dei potenti

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