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Firenze: in centinaia al funerale di Riccardo Magherini, l’ex viola morto per cause non chiare. Senatori chiedono indagini magistratura

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“Venti minuti prima dei soccorsi a Riccardo Magherini: un tempo molto lungo, troppo lungo. Vogliamo che la magistratura analizzi la questione con grande rigore”. Così il senatore Pd Luigi Manconi alla conferenza stampa dal titolo “Chi è Riccardo Magherini”, sulla morte dell’uomo lo scorso due marzo in seguito a un fermo operato dai carabinieri. Il senatore, con il fratello e il padre di Riccardo Magherini, ha illustrato la situazione. Con loro anche Fabio Anselmo, che ha seguito i familiari di altre vittime di casi simili. L’iniziativa vede l’adesione di una serie di parlamentari.

“All’1.44 – dice il senatore Manconi raccontando la vicenda – arriva quella che viene definita auto medica perché pochi minuti dopo le 1.27 era giunta un’ambulanza ma sull’ambulanza non si trovata un medico. Due elementi cruciali, perche gli infermieri non prestano alcun soccorso alla persona riversa in strada e che si trova nella seguente condizione. Il volto sull’asfalto, il corpo esanime, le braccia dietro la schiena e i polsi ammanettati. Complessivamente dall’inizio di quello passano venti minuti”.

“Non è questa la sede per fare un processo. Ritroviamo la stessa amarezza di altri episodi. Magherini viene denunciato a piede morto. L’uomo viene denunciato per rapina perché si è impossessato di un cellulare per chiamare i carabinieri. Sono denunce inutili perché non si possono fare denunce a carico di morti. Queste persone, con la denuncia, vengono marchiate per orientare sulle cause di morte, bollando la vittima come una persona che vive fuori dalla legge. Magherini non ha mai mancato di rispetto alla legge. Era un assuntore di cocaina ma non per questo va definito fuorilegge”.

“Riccardo in quei momenti nella sua difficoltà vuole chiamare le forze dell’ordine perché potessero aiutarlo.Quello che succede è quello che si è visto nel video. Rivendico da fratello il diritto di poter fare una serata in cui uscire dagli schemi. Chi non lo ha mai fatto? Può succedere. Ma non è giusto per questo morire”.

“Queste persone – dice Manconi riferendosi a Riccardo Magherini – subiscono una morte fisica ma anche una seconda morte: la stigmatizzazione che ha lo scopo di deformare l’immagine della vittima stessa, di evidenziare i tratti della sua biografia che possano apparire discutibili o addirittura inventando elementi della sua vita che si riveleranno falsi. Una vittima dunque che viene fatta passare come non degna di essere tutelata, con una biografia che non rientrerebbe nei canoni della rispettabilità. Tutto questo è scattato a sole 24 ore dalla morte”.

Fonte: La Nazione

 

 

 

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