A TORINO L’INNOVAZIONE SANITARIA ALL’INTERNO DELLO STORICO OSPEDALE KOELLIKER

di Ernesto Bodini (giornalista scientifico)


Non si può dire che il capoluogo subalpino manchi di strutture sanitarie ospedaliere, sia pubbliche che private, e in gran parte in grado di offrire prestazioni di eccellenza. Fra queste ultime strutture, ha quasi un secolo di vita l’Ospedale Koelliker (nella foto l’esterno) fondato nel 1928 dall’industriale torinese Enrico Koelliker, e dal 1950 di proprietà dei Missionari della Consolata. Per oltre otto lustri è stato un significativo punto di riferimento pediatrico, tanto da essere ricordato come l’”Ospedalino”. Oggi, questa realtà si è intensificata in quanto ha assunto una dimensione più estesa, quindi anche per il ricovero e la cura delle patologie degli adulti e, ciò, in regime non solo privatistico ma anche in accreditamento con il SSN attraverso prestazioni di carattere multispecialistico. Ma è soprattutto dal 2014 che questo nosocomio, collocato in una vasta area residenziale della città, assume le vesti di una moderna Società per azioni. L’Ospedale, grazie a mirati investimenti ed alla presenza di personale altamente qualificato, offre oggi servizi di eccellenza senza mai perdere di vista le esigenze dei tutti i pazienti: “Prima la Persona”, è lo spirito che guida l’agire qutidiano sia dal punto di vista umano e clinico. Ed è proprio sulla relazione umana che questo ospedale prosegue il suo “cammino” assistenziale, la cui nuova Governance è garanzia di tutte quelle attenzioni volte al costante aggiornamento delle strumentazioni tecniche ed informatiche, con la non meno attenta visione per gli indicatori economici e l’eccellenza delle prestazioni, tanto da meritare la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001: 2015 dall’ente Bureau Veritas.

 

 

L’ospedale Koelliker, che si basa sui valori di eguaglianza, qualità, innovazione e diritto di scelta, è in grado di erogare molteplici prestazioni in tutte le aree specialistiche, tra le quali eccelle la DIM (diagnostica per immagini) con 5 Risonanze Magnetiche (RM), Ecografi, Radiologia tradizionale, una Tac di ultima generazione. Tale apparecchiatura, dotata di una tecnologia denominata IMR, è caratterizzata da un innovativo software e hardware che permette un’ottima risoluzione del dettaglio anatomico e una significativa riduzione della dose di radiazioni al paziente (dal 40% all’80%); inoltre è possibile ridurre fino al 50% il quantitativo di liquido di contrasto necessario all’esame, che può essere iniettato al paziente in soluzioni meno concentrate. «La dott.ssa Mara Falco, specialista in Radiologia dell’ospedale spiega che “l’applicativo IMR nasce per eliminare il cosiddetto “rumore di fondo”, ossia un colore grigio che disturba la risoluzione dell’immagine rendendo difficoltoso il lavoro di lettura del medico radiologo. Sviluppata la tecnologia, i ricercatori si sono accorti che il nuovo sistema restituiva immagini “iper-esposte”, simili a quelle ottenute con una dose più elevata di radiazioni e conseguentemente queste ultime potevano essere ridotte. Questa nuova tecnologia aiuterà l’ospedale a migliorare la propria efficienza e rappresenterà una grande opportunità per i nostri pazienti». Sempre restando in questo ambito, l’ospedale vanta la collaborazione di medici specialisti radiologi, e tecnici sanitari di radiologia medica (TSRM) altamente qualificati come il Dr Alberto Richetta nel presentare l’ultima RM acquisita dall’ospedale, ha spiegato: «Si tratta di un’apparecchiatura ad alto campo 3 Tesla che permette di ottenere immagini di qualità nettamente superiore alle strumentazioni a basso campo sul mercato. È una RM particolarmente confortevole per il paziente in quanto è aperta anteriormente e posteriormente, ed il gantry (corpo macchina, ndr) ha una larghezza di 70 centimentri, quindi più ampio rispetto alle RM tradizionali. La risoluzione delle immagini è ottima e molto adatta alle indagini alle patologie complesse come quelle neurodegenerative funzionali sull’encefalo, e su tutti i distretti». La molteplicità delle prestazioni mediche e sanitarie comprende, oltre al ricovero, il Laboratorio analisi (effettua oltre 500 diverse tipologie di esami, da quelli di routine a quelli altamente specializzati), le attività del Poliambulatorio polispecialistico, il Centro fisioterapico per la riabilitazione funzionale, e quello di Odontoiatria e Ortodonzia, tutte al passo coi tempi. La nuova Divisione di Odontostomatologia (diretta dalla dott.ssa Anita Trisoglio), è suggestivamente denominata “OdontOK”, ed interviene con particolare riguardo su pazienti (pediatrici e adulti) disabili e non collaboranti. Nell’ottobre del 2017 viene nominato come Amministratore Delegato il Dr Alberto Ansaldi. ‘obiettivo del AD è di prtare avanti il compito di direzione dell’ospedale tenendo fede ai valori e alla missione “sociale”, che da sempre caratterizza questa importante realtà sanitaria attraverso azioni concrete volte ad incrementare costantemente la qualità dell’offerta, e a promuovere un cultura sanitaria che mette al centro la prevenzione.

Intervista al direttore generale Alberto Ansaldi


Dottor Ansaldi, di quanti operatori sanitari (e amministrativi), strutturati e non, è composto l’organico nelle varie discipline?

“L’organico dell’ospedale è composto da oltre 260 dipendenti e circa 150 medici in consulenza” .

Oltre al parco della Diagnostica per Immagini ed a quello dedito alla riabilitazione, entrambi di evidente eccellenza, su quali altre aree specialistiche l’ospedale può vantarne altrettanta?

“Sicuramente il Laboratorio analisi, in grado di effettuare oltre 500 diverse tipologie di esami, e che si distingue per l’accuratezza e la completezza delle indagini eseguite, oltre che per la strumentazione d’avanguardia. Come pure l’Ortopedia, divisione all’interno della quale abbiamo puntato in modo particolare, sia sulla tecnologia più avanzata sia sull’iperspecializzazione del nostro staff medico, ed anche l’Oculistica dove ad affiancare i nostri specialisti ci sono particolari strumenti tecnologici come il Femtolaser per gli interventi di cataratta, i laser per la correzione dell’edema maculare diabetico e quello per il trattamento del glaucoma sull’angolo”

Particolarmente innovativa è la Divisione di Odontostomatologia e, a riguardo, con un’attenzione particolare per i pazienti disabili collaboranti e non. Quale l’obiettivo di questa scelta?

“La scelta è di essere un ospedale davvero a misura di tutti i pazienti, e la nuova Divisione OdontOK va in questa direzione per le sue diverse caratteristiche. Sicuramente l’ambiente è accogliente e spazioso con un’area di attesa attrezzata particolarmente dedicata ai più piccoli. Per rilassarsi durante la visita, i pazienti hanno a disposizione un televisore e postazioni doppie per un sostegno reciproco. Tutto il personale interno è specializzato nella gestione di chi vive con ansia l’appuntamento dal dentista, che diventa così un momento sereno. Inoltre, OdontOK è uno spazio completamente accessibile, dotato di ascensore con ampio accesso diretto, una sala relax per il post intervento, e personale con notevole esperienza nella cura di pazienti disabili o con esigenze particolari, se necessario, trattati anche con sedazione cosciente”
Il tariffario delle prestazioni di esami, terapie e ricoveri, per quali specialità è maggiormente fruibile dal pubblico rispetto a quello del SSR?

“Koelliker oggi può offrire ai pazienti privati tariffe agevolate. Sicuramente le aree più interessate da questa opportunità sono il laboratorio analisi, la radiologia tradizionale ed alcuni altri esami di diagnostica per immagini, ecografie in primis”

Alla luce della attuale politica sanitaria locale e nazionale (spending review, obiettivi da raggiungere, etc.), l’Azienda Koelliker come si pone sul territorio per soddisfare al meglio le esigenze del pubblico torinese… e regionale?

“Siamo consapevoli di essere un fondamentale complemento al servizio pubblico. I limiti economici delle risorse pubbliche, uniti all’innalzamento dell’età media della popolazione, sicuramente richiederanno un ruolo sempre più attivo e presente del privato, che scongiuri un decadimento generale della qualità del servizio. Nel concreto questo significa disponibilità a fare “rete” con il SSN, i fondi assicurativi e gli enti terzi e incrementare la nostra offerta. Laddove il budget del SSN sia “saturo”, riteniamo necessario agevolare la prestazione privata riducendo ove possibile la “forbice economica” mettendo a disposizione del maggio numero possibile di cittadini strumenti (anche finanziari) per rendere fruibili i servizi privati”
Sinora abbiamo sviluppato le caratteristiche positive e le potenzialità della Struttura.

Vi sono al vostro interno lacune da colmare per raggiungere il massimo dell’appropriatezza e dell’eccellenza?

“Da oltre 90 anni, l’ospedale Koelliker mette al primo posto la persona e investe per garantire in ogni settore la miglior diagnosi e la miglior cura tramite l’erogazione di servizi d’eccellenza. Non parlerei di lacune ma piuttosto di ambizione ad un continuo miglioramento”

Il nobile motto “Prima la Persona”, sottolinea non solo l’aspetto etico, ma anche quello cristiano. È un valore “aggiunto” oppure è il cardine su cui si basa l’intera filosofia dell’ospedale e di chi lo dirige?

“Si tratta più precisamente di avere la consapevolezza di assolvere anche una funzione sociale. Nei limiti di un attento controllo dell’equilibrio economico e finanziario, condizione necessaria per ogni seria progettualità, noi sentiamo la responsabilità etica di interpretare una missione orientata e aperta verso il bene della collettività. Per fare ciò cerchiamo di essere fornitori di servizi e di “cultura sanitaria” anche nei confronti di chi ha meno facilità di accesso al mondo della sanità”

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