Keystone / Ennio Leanza
In Svizzera, la crisi della casa costringe a vivere sotto lo stesso tetto.
Negli ultimi anni sempre più persone in Svizzera si sono ritrovate a vivere sotto lo stesso tetto. Non per scelta. A causa degli affitti elevati e della scarsità di alloggi disponibili, decine di migliaia di persone hanno rinviato il progetto di un’abitazione propria.
I giovani adulti restano più a lungo a casa dei genitori, alcune coppie separate continuano a convivere e la quota di under 34 che vivono da soli è diminuita. È quanto emerge da un nuovo studio della società di consulenza immobiliare Wüest Partner.
Tra il 2023 e il 2025 ogni nuovo nucleo familiare riuniva in media 2,1 persone, contro 1,65 prima dell’attuale crisi abitativa. Secondo Wüest Partner, negli ultimi tre anni la formazione di circa 20’000-30’000 nuclei familiari è stata rinviata. La domanda di alloggi, tuttavia, non è scomparsa. “Non appena torneranno a esserci più abitazioni disponibili, riemergerà con forza”, scrive la NZZ.
La scarsità dell’offerta e i prezzi elevati producono anche un altro effetto: spingono molte persone fuori dai grandi centri urbani. Il Canton Zurigo, ad esempio, perde ogni anno circa 3’500 residenti netti a favore di altri cantoni, soprattutto dell’Argovia. Una dinamica simile si osserva anche nella Svizzera romanda: dal Canton Vaud ci si trasferisce verso Friburgo e il Vallese, mentre molte persone si spostano da Ginevra al Canton Vaud.
Ciò non significa però che città come Zurigo si stiano svuotando. “Mentre una parte della popolazione locale si sposta nelle regioni limitrofe, arrivano dall’estero lavoratori altamente qualificati”, osserva la NZZ. La pressione sul mercato degli alloggi rimane quindi elevata.