3 Novembre 2026

20 pensieri su “Io sono Emanuele. L’esperienza di un alunno “Unico” all’Istituto Superiore Majorana di Palermo”

  1. L’esperienza di un alunno “Unico” seguito con grandissimo Amore e sicura competenza dal Docente di sostegno, oltre che dall’Assistente all’autonomia, costituisce un esempio meraviglioso, straordinario, commovente di autentica “inclusione”.
    Sfogliando l’album che correda lo scritto, non si può non gioire della “felicità” che si legge in modo evidente negli occhi di questo ragazzo man mano che si rende conto dei progressi continui e concreti conseguiti nel corso dell’anno scolastico.
    In un mondo scolastico caratterizzato da criticità di vario tipo, la vicenda bellissima di Emanuele ci rida’ davvero tanta fiducia e tanta speranza!

  2. Certamente un’importante esperienza di cambiamento, e di positività per questo studente a cui auguro il meglio. La famiglia dell’allievo è stata molto fortunata a incontrare un’ equipe e un docente di sostegno, in grado veramente di fare la differenza. Vorrei parlare di disabilità, come ancor più di fragilità. Spesso non si comprende come molti dei nostri ragazzi in età evolutiva non possono rispondere tutti allo stesso modo, la scuola seleziona in base a standard, ma ognuno ha diritto a essere integrato a crescere e maturare con i suoi tempi. Questa è la vera inclusività di cui sia la scuola, come anche, la società, dovrebbero farsi carico.

  3. Complimenti illustre professore, quando leggiamo il suo nome, tra articoli scientifici e quelli che accompagnano, come lei ci ha insegnato, le persone più fragili, dentro un cammino così importante di cambiamenti, ci dà respiro e speranza in una scuola migliore, una scuola che tutti dovremmo ricostruire perché sempre più sfaldata dalla burocrazia e dal nulla.
    Qui al nostro istituto la ricordiamo sempre, soprattutto quando qualcosa nei nostri laboratori di informatica non va come dovrebbe e così ci ricordiamo delle sue belle lezioni.
    Ancora complimenti e complimenti al ragazzo.

  4. Grande professore Augello, leggendo l’articolo a tarda ora devo dire che è un esempio per molti, mentre sfogliando e leggendo l’e-book sembra di ripercorrere quei passi raccontati da Emanuele, da lei. Il volto del suo alunno, sempre accanto a lei dice tutto. Basta vedere il sorriso del ragazzo per capire quanto lavoro ci sarà stato dietro. Sono convinta che si è fatto conoscere anche in quell’istituto e se l’hanno osservata bene, avranno sicuramente notato il suo spessore, il suo sapersi distinguere sempre.

    La sua ex DSGA Rosangela che la legge sempre.

  5. Incontrare colleghi così è sempre un grande onore, sapere semplicemente che esistono mi onora, mi da forza il solo vederli entrare a scuola così determinati e forti, anche dopo i miei anni ed anni di servizio, tutto ciò mi sprona a non mollare ancora nella mia professione, nonostante la stanchezza, anche quando ti accorgi che la scuola non sempre è quel che vorrebbe far apparire di sé. Lo sappiamo tutti purtroppo, anche chi nega, chi ogni giorno si volta dall’altra parte per non affrontare ciò che non va, chi, molto spesso, nutre invidia per il successo altrui o semplicemente perché ha fatto e continua a fare il suo lavoro.

    Un complimenti al collega, onorata di averti conosciuto.

  6. Hai ragione Valeria, mi associo.
    Leggo solo ora l’articolo qui, grazie ai colleghi che me lo hanno suggerito.
    Il collega Augello, sebbene non lo conosca direttamente, ma per ciò che mi è stato riferito, per ciò che ho letto anche altrove è stato ed è certamente persona splendida e da ammirare.

  7. Ho sentito il dovere di condividere ai miei insegnanti, invitandoli a fare allo stesso modo, affinché comprendano quanto si possa e si debba perlomeno tentare di realizzare.

    (Una DS di passaggio)

  8. Leggere articoli del genere ci dà tanta speranza e altre volte, come mamma di una ragazzina disabile, tanta rabbia perché io invece ho dovuto lottare per reclamare diritti fondamentali in favore di mia figlia, come una classe posta al piano terra per consentirle di raggiungere i bagni e un banco che fosse idoneo per lei. Da parte della sua docente di sostegno posso dire invece nessun impegno per aiutarla. Mi hanno costretto a farle cambiare scuola.

  9. È accaduta la stessa cosa per mio figlio.
    Ci sono troppe scuole in cui le cose non vanno proprio. Mio marito ha trascorso un anno a discutere con dei docenti sordi a tutto e l’unica cosa che sapevano dirci era che il ragazzo era problematico.
    Mio figlio in realtà aveva di bisogno di essere capito e seguito in modo diverso dagli altri ragazzi. Alla fine siamo stati costretti a non farlo andare più.

  10. Ho letto e riletto l’articolo, l’ho condiviso perché sono questi i valori che la scuola deve sapere diffondere quando si lavora con alunni svantaggiati, spesso trattati con troppa superficialità.
    Complimenti.

  11. Grazie alla collega Vale per avermi girato l’articolo, non ho avuto modo di conoscere il collega Augello che qui saluto complimentandomi per questo bellissimo lavoro . Ho saputo da altri colleghi che c’era un nuovo collega davvero bravo e che al corso sulla formazione obbligatoria di 25 ore ha aiutato tanti. Ho ricordato il cognome appena ho letto l’articolo.

  12. Carissimo Francesco, carissimo collega degli anni che oramai ci hanno condotti per strade diverse, ti ricordo come collega dalle mille risorse, il collega al quale potevi chiedere di risolvere un imprevisto, sempre disponibile e attento, il collega “Vulcano”, ma anche rapido a bacchettare chi diceva stupidaggini tutte le volte che l’argomento ricadeva sugli alunni più sfortunati della scuola. Adesso capisco anche perché la preside ti volle al suo fianco, segretamente, per monitorare la funzione strumentale e tutti i docenti di sostegno nonostante quell’anno non fossi stato assegnato al sostegno. Cosa che abbiamo saputo solo a fine anno scolastico. Io ero da poco arrivato in un istituto immenso e tu fosti il primo a rivolgermi la parola, avevi compreso il mio di handicap e mi sei stato vicino, ma senza farmi pesare il mio essere visibilmente impacciato, alla mia prima esperienza. Ti ho invidiato, stimandoti da lì a poco, per il tuo saper tenere composte anche le classi più difficili, tutti in perfetto assetto catatonico, rapiti dalle tue lezioni e dal saper tirare dentro una lezione diverse discipline, forse questa è stata una grande lezione pure per me e non è stata l’unica.
    l’E-book è davvero splendido così come il tuo alunno “U”. Si commenta tutto da solo, basta vedere la serenità del tuo alunno e aggiungere un solo rigo di un mio di commento sarebbe comunque sempre riduttivo.

    Sei un Grande.
    (Spero che mi leggerai)

  13. Non conosco la scuola e non conosco il docente, certamente persona valida, ma è bello leggere e osservare, attraverso le foto, come l’amore per il proprio lavoro, come si intuisce dall’articolo, possa produrre dei buoni risultati e un sostegno ammirevole per alunni con bisogni particolari

  14. Un insegnante mi ha partecipato questo articolo. Ho letto e riletto, osservato le tante immagini. Cosa dire! Semplicemente stupendo e da forte stimolo per tutti gli insegnanti di sostegno e non solo.
    Da dirigente scolastico non posso che plaudire a risultati del genere. È chiaro che tali risultati non si ottengono dal nulla, ma sono certamente legati alla professionalità e alla forte competenza di un docente, così come anche di un assistente all’autonomia o alla comunicazione, anticipatori del successo scolastico di un alunno, grazie alle quali figure può superare le proprie difficoltà o viverle in modo più sereno.

    Complimenti!

  15. Inizio di anno scolastico, cercavo documenti su alunni fragili e con handicap. Mi è apparso questo meraviglioso articolo. Mi sono sentita davvero piccola di fronte al tanto amore che traspare dalle parole che il prof. Augello ha riportato per il suo alunno con maestria e con quella delicatezza che solo chi si accosta professionalmente alla diversità sa fare. Un breve articolo che mi ha dirottata, subito dopo averlo letto, ad altre ricerche e a sciogliere dei dubbi.
    Ringrazio il prof. Augello per questa splendida testimonianza e per aver permesso al suo alunno di dare testimonianza ed esempio a molti colleghi e alunni.

  16. Un collega che ricordo con affetto, per il suo sarcasmo e per il suo acume, sempre sul filo di una sana e apparente irriverenza. Mi ha insegnato tanto. Averlo visto lavorare, con tanta passione, con gli alunni “H” e dopo aver letto questo articolo, conferma che per la scuola c’è ancora speranza per i più fragili.

  17. Lasciatemelo dire: vorrei che si compisse una esperienza ogni anno per gli alunni che come il giovane Emanuele invece sono lasciati spesso soli con la loro disabilità. Da mamma di un ragazzo che soffre di crisi schizofreniche purtroppo dovrei raccontare la mia quotidiana lotta con molti docenti che non comprendono questo mondo. E non mi riferisco ai docenti delle discipline, ma proprio a quelli di sostegno, spesso immobili e pronto solo a criticare o a mostrare commiserazione anziché essere realmente un sostegno. L’esperienza che ho letto va naturalmente in altra direzione e i genitori dovrebbero dirsi fortunati di aver incontrato due seri professionisti in grado di gestire e lavorare con un ragazzo sicuramente, come mio figlio, assai complesso.
    Spero nel tempo che esperienze del genere possano diventare la regola e non l’eccezione.

    Complimenti ai docenti e al dirigente.

  18. Complimenti alla redazione per aver condiviso una testimonianza così intensa e significativa. Le parole di Emanuele, riportate con grande sensibilità, ci ricordano quanto la scuola possa essere un luogo di cambiamento e di inclusione. Un grazie particolare va al prof. Francesco Augello, che con dedizione e umanità ha saputo accompagnare questo percorso, trasformando le difficoltà in opportunità di crescita. È prezioso che esperienze come questa vengano raccontate e condivise, perché aiutano tutti noi a comprendere meglio il valore dell’ascolto, della fiducia e dell’empatia nel cammino educativo

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