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“Sbiriguda festival rock” a Ussaramanna (VS): la parola agli organizzatori

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Come vi avevamo già anticipato, il prossimo 22 luglio si terrà ad Ussaramanna la terza edizione del festival rock Sbiriguda”, che vedrà protagonisti i Sikitikis.

Si tratta di un’iniziativa della Consulta giovanile (Consultamanna) e noi de “Il mio giornale” abbiamo voluto incontrare uno degli organizzatori dell’evento, Gian Giacomo Garau (nella foto), per saperne di più sul festival e, soprattutto, sul modo in cui quest’organismo interpreta il proprio ruolo all’interno della comunità locale.

Sbiriguda è un nome bizzarro: da dove nasce? Cosa significa?

Nasce da una affermazione “simpatica” tratta da una scena del film “Amici miei” con Ugo Tognazzi; sai, è sempre difficile dare un nome ad una manifestazione;  noi  abbiamo pensato ad un nome originale, simpatico, che non ha un significato particolare.

È difficile organizzare un simile evento in una piccola realtà come Ussaramanna? E, in caso affermativo, quali sono le maggiori difficoltà che avete incontrato?

Ovviamente sono manifestazioni che richiedono molti sforzi e in un piccolo centro come il nostro  c’è bisogno  del massimo impegno da parte di tutti, associazioni comprese, ma soprattutto dell’appoggio, anche economico, del Comune. Le difficoltà  sono appunto queste, trovare un punto d’incontro  con tutti.

È cosa nota che i finanziamenti pubblici scarseggino: in base alla vostra esperienza, la collaborazione tra istituzioni e associazioni locali – di cui lo Sbiriguda è un esempio – può essere la giusta via per ovviare al problema della carenza di fondi?

È sicuramente la giusta via,  infatti l’informazione, la collaborazione e la giusta coesione che c’è stata, che c’è (e che speriamo ci sia anche in futuro) tra noi giovani, le associazioni e le istituzioni del paese  ci ha permesso di realizzare questa manifestazione. Noi ci auguriamo che questo  progetto si rinnovi anche nei prossimi anni.

Ci sarà quindi una quarta edizione dello Sbiriguda?

Come accennavo, noi ci auguriamo di sì. Dipende da una serie di cose. L’intento è sicuramente quello di crescere sempre di più,  un passo per volta, di anno in anno. L’ importante è che alla fine il risultato della manifestazione sia quello del divertimento, dell’unità di noi giovani e del paese.

La Consultamanna non organizza solo questo evento musicale: quali sono i vostri progetti futuri?

Noi in quanto Consulta giovani abbiamo sicuramente altri progetti, come gite organizzate, scambi interculturali e la massima disponibilità a proporre e promuovere iniziative utili per noi giovani e per il paese.

Secondo voi, anche Ussaramanna, come molti paesini dell’interno dell’Isola, è destinata a “perdere” i suoi giovani, a vantaggio dei centri isolani più grossi o di città della Penisola?  E se sì, cosa proponete o proporreste voi agli amministratori locali per frenare questo fenomeno?

Questo è un problema  molto complesso, che esiste ormai da tanti anni e che bisogna combattere per il bene di questi piccoli centri. Io penso che la cosa fondamentale sia  ritornare al dialogo con le istituzioni. Credo che in questi anni il distacco e l’assenza  di dialogo abbiano sopravvalso sull’interesse comune. Bisogna ricucire questo strappo, capire che le istituzioni devono stare più vicino ed essere più sensibili ai problemi delle comunità, valorizzarne il territorio con l’unico obbiettivo della crescita e dello sviluppo.

Marcella Onnis – redattrice

marcella.onnis@ilmiogiornale.org

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