Renzi: abile comunicatore o uomo che cambierà l’Italia? Ma Obama si fida di lui

Renzi: abile comunicatore o uomo che cambierà l’Italia? Ma Obama si fida di lui

 

di Francesca Lippi

 

 

 

 

 

Obama, dopo aver incontrato oggi il nostro presidente del consiglio ha dichiarato: “Mi fido di Renzi”. Beato lui! A noi viene una certa invidia, perché pur sforzandoci accanitamente, non riusciamo a fidarci nemmeno un po’. Matteo Renzi parla molto. E parla così bene che a volte sembra quasi credere alle proposte che fa. Giustizia sociale, equiparazione, taglio dello stipendio dei manager pubblici, assunzione degli insegnanti precari, fondi per l’edilizia scolastica, insomma una micro rivoluzione che un paese agonizzante come il nostro sognava da tempo. Ma i soldi dove li trova? Possibile che improvvisamente questi saltino fuori, se fino a nemmeno due mesi fa l’Italia strisciava sotto il tacco della Merkel, con la BCE alle calcagna e richiami con relative multe molto, molto salate, perché non stava al passo nella restituzione degli interessi di un debito pubblico ormai senza fondo? Renzi, certo, è forte dell’alleanza con i cattolici e questa non è cosa da poco. E’ un credente, uno scout da sempre, un integerrimo marito e padre, vive in un piccolo paese vicino Firenze, in una bella villa che domina il paese, ma niente di eclatante, una villa normale, da signorotto di provincia. Sua moglie, insegnante precaria all’educandato Santissima Annunziata, per andare a trovarlo a Roma prende il treno come gli altri, non si avvale di alcun privilegio. Bene. E perché stupirci? Dovrebbe essere così da sempre e non il contrario. Come De Nicola, De Gasperi all’inizio della Repubblica che andavano a piedi, contavano le polpette a tavola e possedevano un solo cappotto. Poveri, ma al servizio della gente, della Res Publica. Noi ci stupiamo, perché i nostri politici, i signori della Casta, nei loro palazzi, nelle auto blu, lontani dalla gente, si nutrono di privilegi. Noi siamo abituati così, ci sembra normale. Come ci piacerebbe che Renzi fosse davvero diverso, che dietro quel sorriso accattivante ci fosse lo spirito di servizio! Ecco gradiremmo che da scout “ponesse il suo onore nel meritare fiducia”. Ma non crediamo ai miracoli. Ci viene in mente la battuta di un’amica che reputa il presidente del consiglio la versione politica più evoluta di Berlusconi, più accattivante, più giovane e all’apparenza più operativa. Noi oggi abbiamo paura di questo giovane rampante, arrivato in un batter d’occhio a Palazzo, abbiamo paura delle sue promesse e della speranza che alimentano, perché temiamo che siano fumo. Ci chiediamo: Renzi, è un abile comunicatore che fa marketing in modo eccellente o vuole davvero cambiare la situazione in Italia? Insomma, stiamo andando verso un berlusconismo che potremmo chiamare renzismo, oppure l’Italia sta voltando pagina? Il tempo, galantuomo, ce lo dirà.

Francesca Lippi

 

Leave a Reply

Your email address will not be published.

*