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Arrestato Rodolfo Fiesoli “il profeta” della cooperativa Il Forteto

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 di Francesca Lippi
 

Il Mugello è incredulo, da  martedì mattina, Rodolfo Fiesoli, uno dei fondatori storici della cooperativa Il Forteto, che sorge tra Vicchio e Dicomano, Firenze, è stato arrestato e condotto nel carcere di Sollicciano, dopo che la struttura, che dal 1970 ospita minori in difficoltà, era stata perquisita. L’uomo, 70 anni, di Prato, è stato accusato di violenza sessuale e maltrattamenti. Contro Fiesoli, che negli anni ’80 era stato condannato a 2 anni per atti di libidine e maltrattamenti, ci sarebbero almeno 7 denunce e una ventina di testimonianze. All’uomo sono contestati tre episodi di violenza, di cui uno perpetrato su un minore, mentre la maggior parte dei casi sarebbe caduta in prescrizione. L’inchiesta coordinata,  dal procuratore aggiunto Giuliano Gianbartolomei è partita dal padre di uno dei ragazzi  la scorsa primavera, che ha denunciato il cambiamento del comportamento del figlio dopo il suo ingresso a Il Forteto. Fiesoli, sarebbe “un carismatico”, una persona che avrebbe approfittato dei giovani più deboli per piegarli ai suoi voleri, si legge nelle denunce, ragazzi con personalità fragili che  venivano indotti al “distacco totale dalle famiglie”.

Per gli accusatori Fiesoli, che si fa chiamare “il profeta” e per i fedelissimi è una specie di taumaturgo capace di compiere miracoli, avrebbe creato una setta all’interno della comunità dove usava metodi coercitivi fatti da percosse e ore passate dentro alle celle frigorifere. Nelle denunce si parla di abusi sessuali praticati per liberare dal male i ragazzi anche se l’accusato, al momento dell’arresto, dopo un leggero malore, ha proclamato la sua innocenza ribadendo di – aver fatto sempre del bene all’umanità-.

La comunità Il Forteto,si è stretta intorno al suo fondatore esprimendogli “piena solidarietà”  ricordando in una nota i 35 anni di “correttezza” nell’attività svolta e riponendo piena fiducia nella magistratura. Per gli inquirenti che hanno indagato sul caso, Fiesoli imponeva la separazione tra ragazzi e ragazze e ai coniugi di non avere rapporti sessuali, oltre a tenere riunioni nelle quali veniva fatto “il lavaggio del cervello”. Qualcuno tra gli accusatori avrebbe dichiarato di non aver denunciato prima gli abusi subiti per paura dell’uomo e anche per timore di perdere il posto di lavoro. Nella cooperativa, che oggi è una delle principali cooperative agricole della Toscana che vende i suoi prodotti anche in vari paesi del mondo, lavorano un centinaio di persone, metà delle quali vivono in comunità. 

Non è la prima volta che il Forteto finisce sulle cronache. Luigi Goffredi, altro fondatore della comunità e lo stesso Fiesoli furono arrestati all’inizio degli anni ’80 con l’accusa di aver compiuto violenze sessuali: rilasciati e rinviati a giudizio, furono condannati nel 1985 dalla Corte d’Appello di Firenze per maltrattamenti e atti di libidine. La Cassazione respinse il ricorso de loro presentato nel maggio dello stesso anno.

Nel 2000 una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per l’affidamento a Il Forteto di due bambini, figli di italiani emigrati in Belgio. L’ultimo affido di minori alla comunità Il Forteto risale al 13 gennaio scorso.

Domani Fiesoli incontrerà il suo avvocato.

 

Nella foto: l’ingresso al negozio della cooperativa Il Forteto

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