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Nuovi incentivi per le piccole e medie imprese di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia

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E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 236 dell’8 ottobre 2013 il Decreto Ministeriale del 29 luglio 2013 che mira a rafforzare la competitività dei sistemi produttivi e lo sviluppo tecnologico nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Sono disponibili 150 milioni di euro per contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero, che finanziano l’acquisto di macchinari, attrezzature, hardware e software per il potenziamento dell’attività produttiva.

Si tratta di in provvedimento che si propone di sostituire gli incentivi della vecchia legge 488/92.

 

Beneficiari

Sono agevolabili le imprese costituite da almeno due anni, iscritte nel Registro delle imprese, che si trovano in regime di contabilità ordinaria. Le imprese devono avere ad oggetto attività manufatturiere, produzione di energia elettrica e attività di servizi.

Tali imprese devono essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi contributivi. Se si tratta di imprese di servizi, devono essere costituite sotto forma di società.

 

Attività ammissibili

I programmi devono essere finalizzati all’acquisto di immobilizzazioni materiali e immateriali tecnologicamente avanzate, in grado di aumentare il livello di efficienza o di flessibilità nello svolgimento dell’attività economica oggetto del programma, valutabile in termini di:

  • riduzione dei costi;
  • aumento del livello qualitativo dei prodotti e/o dei processi;
  • aumento della capacità produttiva;
  • introduzione di nuovi prodotti e/o servizi;
  • riduzione dell’impatto ambientale;
  • miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro.

I programmi di investimento devono prevedere la realizzazione di una nuova unità produttiva ovvero l’ampliamento o la diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o il cambiamento fondamentaledel processo di produzione complessivo di un’unità produttiva esistente. Inoltre devono prevedere spese ammissibili non inferiori a euro 200.000,00 e non superiori a euro 3.000.000,00.

 

Agevolazioni

L’agevolazione si traduce in una “sovvenzione rimborsabile”, ovvero un contributo finanziario da rimborsare parzialmente senza interessi in 7 anni, per un totale pari al 75% delle spese ammissibili.Le imprese beneficiarie dovranno restituire il 70% della cifra ricevuta se piccola impresa, l’80% se media impresa e il 90% se grande impresa. Pertanto, la parte della sovvenzione che non deve essere restituita costituisce un contributo a fondo perduto.

Le imprese devono garantire la copertura finanziaria con risorse proprie per almeno il 25% dell’Investimento.

 

Presentazione della Domanda

Verrà pubblicato a breve (entro 90 giorni dalla pubblicazione del presente Decreto) un successivo Decreto del Ministero dello Sviluppo Economicodove saranno indicati il termine di apertura e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione, nonché le condizioni, i punteggi e le soglie minime per la valutazione delle domande stesse.

L’intervento è attuato con procedura valutativa “a sportello”, quindi secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande.

Alla domanda di agevolazioni deve essere allegata la seguente documentazione:

a)      piano di investimento con i relativi preventivi di spesa;

b)      relazione tecnica e business-plandel programma di investimento previsto.

c)      ultimidue bilanci approvati e depositati al registro delle imprese.

Le domande verranno valutate sulla base dei seguenti criteri:

  1. caratteristiche dell’impresa proponente, in termini di copertura finanziaria delle immobilizzazioni, indipendenza finanziaria, incidenza delle spese in ricerca e sviluppo, incidenza del personale qualificato.
  2. fattibilità tecnica e sostenibilità economico-finanziaria del programma, in termini di validità del progetto presentato dal punto di vista tecnico ed economico-finanziario;
  3. qualità della proposta progettuale, dato dal rapporto tra investimenti ammessi e il totale degli investimenti proposti.

 
Dott. Roberto Lo Meo, funzionario di Sviluppo Italia Sicilia S.p.A.

 

Decreto Ministeriale del 29 luglio 2013 [file .pdf]

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