I Giovedì della Poesia: “Forse era tutto già scritto” di Bruno Guidotti

Forse era tutto già scritto

Anche io ero là tra la folla quel giorno.

Tra quella calca premente che urlava furiosa:

“ sia crocifisso, sia crocifisso. “

Ero là timoroso, ed osservando mi tenevo nascosto.

Tu di me t’accorgesti, e con un rassegnato sorriso,

il tuo sguardo mi colse.

Assai ti è costato cancellare l’originale peccato.

Il Padre invocato non mutò la tua sorte.

Ti vidi deriso, umiliato, vidi il nerbo flagellar le tue carni,

ti vidi salire soffrendo la china del teschio con su le spalle

la croce  pesante, ed una corona di spine sul capo.

Più volte cadesti, perdendo le forze stremato.

Inchiodato  alla croce, l’ultimo grido al Padre elevasti,

per poi reclinare il tuo capo per infine spirare.

 La terra tremò, il vento si levò urlando con rabbia,

la folla fuggì atterrita e pentita, ed io fuggivo con loro.

A chi dare la colpa o Signore di ciò che hai patito?!

Al Giuda Iscariota? Che per trenta denari ha tradito?

Semmai a lui è toccata per sorte la parte più ingrata,

quella che per sempre l’avrebbe marchiato.

A chi allora? A Pilato? Che per salvarti,

 il baratto ha tentato, ma la folla volle,

che Barabba fosse graziato.

Da allora duemila e più anni sono passati,

ed io ho rivisto le masse inneggiare alla morte,

ho rivisto l’uomo riportare le croci,

l’ho rivisto cadere, torturare, l’ho rivisto morire.

Allora a chi dare la colpa Signore?… Forse tutto era già scritto.

Il disegno di copertina è di Bruno Guidotti

6 thoughts on “I Giovedì della Poesia: “Forse era tutto già scritto” di Bruno Guidotti

  1. Un testo molto crudo, intenso, struggente
    a dare estensione al significato di Fede
    nel sacrificio del Figlio di Dio uomo.
    Commovente il monologo dell’autore, forse un dialogo muto ad una sola voce che trova però riscontro nello sguardo del Cristo crocifisso.
    Palpabile quell’atmosfera rarefatta di dolore che si sente, nelle sofferenze inflitte a chi ha predicato, pace, misericordia, sacrificio di espiazione per i nostri peccati perpetrati.
    A tratti crudo, lucido nei maltrattamenti, tenero nella dignità con cui Gesù affronta il suo calvario. È la fede dell’ autore che risalta il desiderio di essere presente, partecipe ad un evento da non dimenticare.
    Il mio elogio per un testo tanto apprezzato.

  2. Il poeta è tra la folla ed osserva gli ultimi istanti di vita di Gesù senza poter far nulla.
    Nostro Signore, deriso e umiliato, la pesante croce sulle spalle, subisce tanta sofferenza per poter cancellare i nostri peccati.
    Infine la morte, la terra trema e Giuda fugge. Lui l’ha consegnato per pochi denari nelle mani degli assassini.
    Un disegno stabilito nel quale Giuda rappresenta una parte importante.
    Il bravo poeta ci porta a riflettere su questa figura essenziale nel disegno della morte di Gesù.
    Una lirica intensa e bella che tocca il cuore del lettore…elogio per l’opera e per la toccante copertina

  3. Davvero Struggente e Commovente, Tanti Millenni Sono Passati, Ma Rivivendola , La Passione di Cristo Fa , Ogni Volta Rabbrividire , Struggere dal Dolore . Tanta Gratuita Cattiveria Che , Tante Volte , ai Giorni Nostri , Si Ripete Sprezzantemente, Contro inermi Vittime , Tante Volte Anche Facenti Parte dell’ Entourage Familiare . Bellissimo il Disegno dell’Artista Bruno .

  4. Commovente testo con note di rammarico per una umanità che reinterpreta un ruolo fin troppo noto, bello il Cristo col capo reclinato a subire il martirio per ogni essere umano.Bravissimo Bruno come sempre

  5. Bellissima lirica che con grande drammaticità racconta il compimento degli eventi che hanno cambiato il destino dell’umanità. E noi siamo catapultati indietro in quei tempi e diventiamo testimoni prima dell’esultanza del popolo poi del tradimento e della condanna. Con Gesù saliamo sul Golgota fino ad assistere alla morte in croce. Ci vorremmo ribellare, cambiare le cose e punire i responsabili. Non ci rendiamo conto che i responsabili siamo proprio noi che a distanza di duemila continuiamo a commettere sempre gli stessi errori e solo il sacrificio del Signore può salvarci

  6. Come descrive certe situazioni siano di dolore o di allegria il Guidotti è un maestro in questo genere. È una poesia per noi cattolici che ci tocca da vicino, ci fa capire quanto Gesù abbia sofferto e patito ma come anche adombra il titolo della poesia forse era già tutto scritto e faceva parte di un disegno già prestabilito, Gesù con le sue sofferenze, umiliazioni e flagellazioni riscatta tutta l’umanità intera e vincerà la morte. In tempo di Covid 19 in cui chi muore rimane solo c’è un parallelo con la morte di Gesù che sentendosi solo grido dio mio dio mio perché mi hai abbandonato? Una poesia molto commovente scritta dal poeta Bruno Guidotti che si dimostra sempre più molti competente, bravo.

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