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Cortometraggi di Gaetano Marino nel weekend a Quartu S. Elena (CA)

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locandina dello spettacolo di Isolateatro Approdi e altre storieCare amiche e cari amici,

venerdì 23 e sabato 24 maggio vi aspetto all’Isolateatro, in via Danimarca, 4 – Quartu Sant’Elena

ore 21,00 – ingresso libero a offerta

info: tel 349 10 51 841

gaetano marino

www.gaetanomarino.net

profilo facebook: http://www.facebook.com/gaetano.marino1

 

 

APPRODI & ALTRE STORIE

Corti e Storti in video di Gaetano Marino

L’evento sarà distribuito in due distinti luoghi di proiezione. Nella sala grande potrete vedere sei cortometraggi (Approdi). In una stanza, di poco distante avrete modo di pescare il vostro delitto (Rapidi Crimini).

 

APPRODI (sala grande)

quattro cortometraggi di Gaetano Marino.

con Andrea Del Rio, Cesare Giombetti, Gaetano Marino, Mosca nn e Cristiana Sarritzu.

 

* Approdi e risvegli

Tra i vari traumi subiti nella visione di un film (l’Esorcista, Lo squalo, Bamby) uno in particolare ha segnato le mie fobie e paure. Una produzione del 1998: “La mosca” di Cronenberg. Da allora ho pensato a questo inutile e abominevole insetto, dittero cosmopolita e ubiquitario, musca domestica, come un nemico da eliminare a tutti i costi.

* Nella mia stanza intorno

Un soliloquio tra un uomo e l’altro se stesso.  Dialogo irrequieto tra un’anima e la sua ombra, un rincorrersi sempre. Mai fare acquisti con le proprie paure… Non sai cosa possa arrivarti a domicilio.

* Una, solo una

A volte ci sono grandi domande alle quali pare impossibile dare una risposta, ma quando ci riesci è un bene ed un sollievo… altre volte ci sono piccole domande, all’apparenza semplici e banali, di cui però pare terribilmente difficile cogliere il significato e le risposte. Queste sono le domande che fanno male, molto male.

* Lei sapeva di ombre

Un uomo solo e stanco, che si racconta un attimo dopo, o forse un attimo prima di quel tragico epilogo. Gesto estremo e inaccettabile. Atto inconsulto che prende alibi dall’istinto incontrollabile del desiderio, che a volte, ahimè, solo chi può aver amato tanto e troppo riesce a compiere, senza nemmeno averne coscienza.

* Turbamento al Dolisvak

Non vi può essere pace per una donna nell’incontrare, per terribile sventura, un uomo terribilmente inadatto al ballo, al ritmo e all’armonia di un passo di danza, e non importa se lo si incontri al Dolisvak, una balera fuori dal tempo, immersa nella sparuta provincia dell’Est. Accade così l’inevitabile gesto, liberatorio e gioioso.

* Zucchero testardo

Centro storico di Cagliari, siamo nell’Assommoir, un piccolo caratteristico luogo di ristoro, un avventore solitario e un altro avventore in solitaria e pacifica siesta. Nessun altro avventore. Fogli sul tavolo sparsi, da correggere, un bicchiere di caffèlatte, sguardi fugaci e pensieri insoliti. Qualche zolletta di zucchero che tarda a sciogliersi, troppo…

 

 

– RAPIDI CRIMINI IN UNA STANZA

(ovvero, tutto in una noce)

Sono i video/delitti virtuosi creati, filmati, montati, adottati, e curati da Gaetano Marino. In produzione  con l’associazione Aula39 e in memoria di Lord Jusep Torres Campalans, ma soprattutto ispirati a Max Aub.

Interpreti: Mariana Fiore, Cesare Giombetti, Tiziana Manca, Gaetano Marino e Filippo.

 

E a chi non è mai venuto l’impulso irrefrenabile o il desiderio inappellabile, finanche la gioia squisita di voler far fuori qualcuno?

Magari l’inquilino della porta accanto e i suoi amici per quella maledetta festicciuola, o quel cafone che rumina invece di mangiare, oppure l’altro distinto uomo   che si spazzolava i denti per ore e ore con uno stecchino. Ma ci stanno pure i vari lui o lei che credettero d’essere astuti o abili amanti, o quello che puzzava come un porco nella metro, oppure il moccioso che piangeva a dirotto tutto il giorno, l’amico che era più intelligente, più colto e più bello; quelle manie dei foruncoli che sanguinano, la  moglie petulante e chiacchierona, o l’alunno che non vuole imparare assolutamente niente, persino quell’attore terribilmente cane, e tanti tanti piccoli grandi crimini, di cui solo il teatro e il suo artifizio può regalarti la gioia liberatoria di compiere in una verità feroce, terribile, ma pur sempre confezionata nella spudorata menzogna.

Lo spettatore, che potrà a sua scelta sentirsi vittima o carnefice, dovrà solo pescare una noce da un sacco, essa noce avrà un numero a cui corrisponderà uno dei tanti rapidi crimini. Dipenderà così dalla fortuna estrarre il proprio, dovuto o desiderato delitto.

E tutto in una stanza, la stanza del crimine, appunto, allestita per l’occasione nello Spazio Isolateatro, dove non si vedranno scene orripilanti, come teste mozzate o strangolamenti o carni strappate al sante, no, sarebbe stato finanche troppo semplice, sarà invece la parola con la sua intenzione, i suoi timbri e i propri dettagli, a dare immagine all’inconsulto gesto. Un linguaggio di teatro prestato al cinema.

 

Poetica:

Uccidere. Con il candore e la crudeltà del gioco. Come farebbe una banda di diabolici bambini. Giocare per giocare. Non per divertirsi. Andare oltre. Cattiveria autentica, genuina. Infantile. Sana e senza morale, senza i freni ipocriti della ragione. Libera, incontrollata.

Basta poco. Un gesto e via. Un gesto fulminante, chirurgico, liberatorio. Un innocente, spudorato e disperante movimento della mano e via. Quasi un niente, anche una distrazione, un capriccio. Poi la fine e il nulla.

Vittime e carnefici si confondono. Sfuggono morte e vita, verità e menzogna. Bello e brutto si specchiano nella loro inesorabile nudità.

La mediocrità e la noia son dappertutto. Talvolta si mostrano, gridano. Spesso si travestono, uccidono e si ravvedono, ma solo un per attimo. Rapidi crimini fuori dal controllo della ragione.

Delitti che ciascuno desidera compiere: facili come bere un bicchiere d’acqua, inconfessabili ma necessari da vedere e da… pescare in una noce.

Giudice e imputato si confondono. Finge chi si vede o chi guarda? Basta sedersi e, senza fretta, seguire le “istruzioni per l’uso” e infine, buon crimine.

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