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Carmilla, finale mozzafiato nell’ultimo esperimento teatrale di Cecchini a Ronta

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Una “secret room“, oggi si chiama così, è questa l’ultima diavoleria  proposta e realizzata da Matteo Cecchini,  poliedrico regista mugellano, che con la sua compagnia “Non faremo molto rumore per nulla” ha concluso la trilogia de “I racconti del focolare“, nella solita location di Ronta, Villa Pananti Liccioli, che nulla ha da invidiare in quanto a misterioso fascino ad altre location molto più rinomate. Certo Cecchini non ha inventato niente, questo è vero, la escape secret rooms da anni attira giocatori giovani e non,  i quali chiusi dentro una stanza, cercano di risolvere  in un tempo determinato dagli organizzatori misteriosi delitti, rilevandone i relativi moventi e colpevoli, ma di sicuro una cosa così, proposta a piccole compagini di persone, nel nostro territorio non s’era mai vista. Il nostro gruppo, composto da una decina di ignari spettatori -giocatori, è risultato il più indisciplinato di tutti e, detto con franchezza, non ha capito niente di quanto proposto dall’esperimento teatrale. Il team ha funzionato poco, gli spettatori si sono mossi troppo e troppo velocemente, cosicché si sono bruciate le tappe, saltati alcuni importanti indizi e a niente è valso l’aiuto della signora Rosa che tentava di riportare all’ordine e della piccola R. che ha interpretato il suo ruolo in modo ineccepibile. Nella scena si sono mossi, con la solita disinvolta capacità interpretativa: Lara, Bryan, Sara tanto per citare qualcuno degli attori che ormai conosciamo, il gioco delle luci, la ricostruzione dell’albero genealogico con le diapositive, le lettere macchiate di sangue, le foto inquietanti, una  scena del crimine con tanto di poliziotti del RIS, le urla ad effetto versione horror, niente è stato lasciato al caso da chi ha curato la regia, ma i nostri giocatori ignari e attoniti hanno collaborato come potevano e, pur divertendosi, hanno perso di vista l’essenza dell’esperimento stesso. Il caso non è stato risolto, o meglio è stato ipotizzato che la giovane Carmilla fosse una vampira che uccideva anche altre giovani vittime come lei, ma tutto è rimasto in una fase aleatoria che non ha prodotto certezze. Il divertimento però c’è stato, anche se tra i giocatori in diversi sono rimasti perplessi dalla proposta.  Ricordiamo che Carmilla, il racconto da cui è stato tratto l’esperimento teatrale, è stato scritto nel 1872 da Sheridan Le Fanu. La protagonista omonima è il vampiro femminile più conosciuto, tanto che ha anticipato la figura del Dracula di Bram Stoker.

Francesca Lippi

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