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Carabinieri al telefono durante la guida dell’auto. Chi li multa?

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Stamattina, dopo aver portato i bambini a scuola, mi sono imbattuta in un’auto dei carabinieri, dove alla guida c’era un ufficiale con all’orecchio un cellulare, che mi ha tagliato la strada e non mi ha neppure vista.

Se al posto suo ci fossi stata io a quanto sarebbe ammontata la mia multa?

Quanti punti avrei dovuto scalare dalla mia patente?

Si parla tanto di immettere il divieto di fumare durante la guida, eppure i pubblici ufficiali non rispettano neppure i divieti vigenti.

Ma il loro compito non dovrebbe essere quello di punire chi compie le infrazioni? E quando sono loro che fanno cose di questo tipo chi se ne occupa?

A voi è mai capitato di vedere una situazione simile?

Raccontateci la vostra esperienza.

Giusy Chiello

Redattore Capo

giusy.chiello@ilmiogiornale.org

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2 Commenti su Carabinieri al telefono durante la guida dell’auto. Chi li multa?

  1. Io ho perfino fatto una denuncia on-line perchè ho visto con i miei occhi un carabiniere solo transitare con il telefono all’orecchio su una macchina dei carabinieri. Sono stato chiamato dal Capitano dei Carabinieri del posto in cui vivo e tutto è stato insabbiato perchè esiste una legge che permette loro di telefonare mentre guidano purchè la telefonata sia “di lavoro” e non privata. Io mi sono difeso dicendo che il telefono è vietato perchè diminuisce la concentrazione durante la guida e perciò e pericoloso. Il Capitano mi ha risposto che chi ha fatto la legge avrà avuto ovvi e buoni motivi per farla. Quindi la morale è: Forze dell’ordine avanti tutta ….. potete telefonare quando volete tanto chi mai verrà a verificare a chi state telefonando??? Maledetto paese ….. un giorno sprofonderemo tutti per questo modo infantile di andare avanti!!!!

  2. Ernesto Bodini // 9 Luglio 2019 a 11:26 //

    Anzitutto mi permetto di ricordare che quando è citata una legge è bene consultarla…, anche se poi diventa ostico interpretarla; inoltre tali eventi perpetrati dalle Forze dell’Ordine o Autorità precostituite, non solo sono da dimostrare (al 101%), ma è diritto-dovere del cittadino che ne è stato testimone diretto,segnalare per iscritto tale “azione” alle Autorità di riferimento e, con più cautela, per conoscenza al Ministro pertinente, al CSM e al Presidente della Repubblica. Probabilmente non si avrà riscontro, o più ottimisticamente tale verrà minimizzato, ma perlomeno resterà agli Atti (specie se la rimostranza è inviata per Raccomandata A/R). Comprendo che per fare ciò bisogna avere del coraggio (termine che non è un eufemismo), ma se si hanno le prove di un tale evento e se si ha uno spirito di Templare, è necessario agire in tal senso; in caso contrario prevarrà sempre l’abuso di potere e il cittadino mantenuto nella condizione di sudditanza. Colgo l’occasione della presente per ricordare che in sede penale (qualora vi si dovesse incorrere, la Riforma del CPP non è garantista per il cittadino-convenuto. Per totale trasparenza con i miei ideali umanitari e di coerenza, mi firmo per esteso: Ernesto Bodini (giornalista scientifico e opinionista – Torino)

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