Cagliari: le proteste della UIL per i parcheggi a pagamento dell’ospedale “Brotzu”

Quando accadono fatti che coinvolgono la moltitudine, per tutelare Lavoratori e Cittadini, il sindacato deve affrontare responsabilmente tali problematiche: ancor più se riguardano il più grande ospedale Sardo.

La UIL come primo sindacato al Brotzu (rappresentatività recentemente confermata alle ultime elezioni RSU con oltre il 30% dei consensi e consolidata dal primato dei candidati più votati in assoluto) sente tutta la responsabilità che tale risultato impone. Sui parcheggi e non solo la UIL-FPL, sgombrando il campo da strumentalizzazioni politiche e qualsiasi polemica connessa, ritiene che entrare nel merito di appalti, concessioni ed ogni eventuale abuso sia precipua competenza di altri soggetti a ciò preposti. Stando invece ai fatti. E’ realtà che anche i sindacati abbiano da sempre fortemente denunciato che al Brotzu:

  1. i parcheggi fossero perennemente insufficienti;
  2. al turno pomeridiano si riscontrassero grosse difficoltà nel trovare il parcheggio;
  3. i posti riservati costituissero spesso più un “privilegio” che una reale necessità operativa;
  4. non fossero sufficienti i posti riservati per portatori di patologie gravi e/o croniche;
  5. spesso, specie le donne, diventassero vittime indifese di aggressioni e scippi;
  6. fossero pericolosamente in aumento il numero di furti di auto e moto;
  7. il tratto da via Jenner a P/le Ricchi venisse pericolosamente usata come veloce scorciatoia.

In un simile scenario il “sistema parcheggi” andava inderogabilmente e seriamente regolamentato.

 

Con l’attuale sistema  recentemente appaltato e ampiamente pubblicizzato emerge però che:

  1. i posti appaiono ancora palesemente insufficienti;
  2. le difficoltà del turno pomeridiano tuttora persistono;
  3. non è diminuita ma, forse, aumentata la schiera di VIP con posti riservati;
  4. la zona loro assegnata è addirittura protetta con un costoso quanto pericoloso congegno;
  5. alcune categorie di utenti lamentano ancora forti disagi;
  6. gli scippatori possono agire indisturbati perché le moto entrano ed escono senza alcun controllo;
  7. le auto rubate escono regolarmente poiché il sistema riconosce e autorizza ogni targa “abilitata”;
  8. alcune categorie di lavoratori pur prestando in modo continuativo la loro opera, indispensabile per la regolare quotidiana attività dell’azienda, non hanno l’accesso gratuito;
  9.  in uscita, dalle 13,30 alle 15 circa, si è spesso intrappolati anche per più di 30’, con evidente aggravio di spesa oltre il conseguente inquinamento atmosferico ed acustico.

Tra l’altro…..parrebbe addirittura che:

  • pure i morti, uscendo, paghino;
  • le tariffe spesso mutino inspiegabilmente nell’arco della stessa giornata;
  • dopo regolare denuncia di smarrimento il nuovo batge non venga rilasciato subito ma con forte ritardo, e nel frattempo il possessore deve pagare il parcheggio. A cosa son serviti i famigerati 10 €, efficacemente tolti dalla busta paga dei Lavoratori, se ogni scusa è buona per diventare ostaggi indifesi di un “sistema” più economico che efficace? Perché tanta solerzia nel prelevare i 10 €, mentre capita di “dimenticare” alcuni istituti contrattuali? Francamente non è quello che ci si aspettava, per giunta, aggravato dall’immancabile contenzioso giudiziario. Trattandosi di eccellenza sanitaria sarebbe più opportuno qualche causa in meno e impegnare più risorse per pagare magari gli straordinari di dicembre a tutto il personale che, anziché festeggiare, le notti del 24 e 31 è stato chiamato in reperibilità per salvare qualche vita umana.

Così si scontenta tutti: dipendenti e cittadini. Stupisce inoltre che, a danno fatto, quasi si pretenda il dialogo col Comune mentre si rifiuta geneticamente il confronto coi sindacati: con palese insensibilità per i gravi problemi che mortificano gli operatori del più grande Ospedale della Sardegna.

La UIL, il sindacato dei cittadini, ritiene che almeno una congrua parte dei parcheggi debba restare libera.

Infine non si deve sottovalutare che, con la grave depressione economica che incombe in Sardegna, ogni ulteriore tassa possa contribuire a mettere a serio rischio la stessa coesione sociale nell’isola.

Cagliari 14 maggio 2012

Attilio Carta

segretario UIL-FPL A.O. Brotzu

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