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Il 25 ed il 26 settembre, al Teatro Branciforti di Bagheria, i ragazzi del laboratorio teatrale “Oltre il sipario” hanno messo in scena “Zeus”, atto unico scritto da Woody Allen, genio dei nostri tempi.
La commedia vede un commediografo Epàtite, ed un capocomico, Diàbete, che cercano di trovare il finale della commedia alla quale il commediografo stesso sta lavorando, senza venirne però a capo.
Di qui l’intervento di personaggi che spontaneamente si recano sul palco, portando il loro contributo. Tra i personaggi l’attricetta bella ma superficiale Doris Levine, parodia di un certo movimento femminista, ma che dimostra poco scrupolo nel volersi accaparrare qualsiasi ruolo, non disdegnando di concedere favori sessuali, la scrittrice Lorenza Miller , convinta di avere chissà quali doti geniali, per non parlare di alcuni personaggi intrappolati nel loro clichè che cercano rifugio da un’altra parte come Blanche Dubois di “Un tram chiamato desiderio”.
Ma sarà Trichinosi, un macchinista piuttosto ambiguo, a suggerire l’intervento di Dio che corre a mettere riparo a tutto, grazie ad una macchina da lui inventata, il Deus ex machina.
Ma Dio appare goffo, inadeguato, non è interpretato nemmeno da un attore, bensì dall’aiutante di Trichinosi.
E da li il caos, l’assurdo, i personaggi si ribellano alla loro natura, rifiutandosi di seguire gli schemi ad essi imposti, ma cadono nella tristezza della loro realtà: semplicemente non esistono, e alla fine come un cane che si morde la coda, ritroveremo Epàtite e Diàbete al punto di partenza. Anche loro infatti semplicemente non esistono, rimangono ingessati, quindi, nel loro ruolo.
La divertente commedia, che ha visto la regia di una giovane e brillante regista ,Enrica Volponi, è un divertente pastiche tra il metateatro ed il musical, infatti gli attori hanno anche dimostrato una certa bravura nel canto e nel ballo.
Si è respirato anche un certo entusiasmo, sia da parte dei giovani attori ma anche dallo stesso pubblico,che ha seguito la performance con gioia ed allegria dall’inizio alla fine.
A nome della cittadina di Bagheria mi sento di dire: “continuate così ragazzi il teatro è cultura, aggregazione e offre senz’altro tanti spunti di riflessione”.
Aspettiamo con ansia i prossimi lavori, certi di non essere delusi.
Mariangela Maggiore