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Al via i concorsi per la stabilizzazione dei precari della Regione Sardegna

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Dopo più di un mese dalla manifestazione dei precari e dall’approvazione della delibera sull’ampliamento della dotazione organica, la Regione Sardegna finalmente pubblica i bandi di concorso per l’assunzione di nuovo personale, legati al piano di superamento del precariato. L’intervento non è senz’altro tempestivo dato che il piano, approvato nel novembre dello scorso anno, prevedeva l’avvio della stabilizzazione per coloro che dovevano sostenere una prova selettiva entro gennaio 2008. Ma – per la serie meglio tardi che mai – questi bandi dimostrano perlomeno che, questa volta, la Giunta regionale ha intenzione di tener fede alla parola data.

I posti a concorso sono 11: pochi rispetto al numero di precari da stabilizzare, soprattutto se si considera che alcuni posti saranno riservati a dipendenti di ruolo dell’amministrazione regionale e degli enti regionali in possesso di uno dei titoli di studio richiesti dal relativo bando ed in servizio da almeno tre anni nelle stesse amministrazioni al 15 Dicembre 2008. Tuttavia, che il cammino della stabilizzazione con concorso sarebbe stato lungo si era capito già nell’incontro, seguito alla manifestazione del 24 settembre, tra la delegazione di precari, guidati da Cgil e Uil, e l’esecutivo regionale, rappresentata dal Presidente della Regione e dall’Assessore al personale.

La Giunta ha escluso la possibilità di un concorso riservato, optando per una selezione pubblica che prevede alcune agevolazioni per i precari che possiedono i requisiti per la stabilizzazione. Forte è quindi il rischio che siano scontentati un po’ tutti: i precari, per i quali la conquista del posto da dipendente resta incerta nel “se” e (visti i pochi posti finora resi disponibili) nel “quando”, come gli esterni, che rischiano di spendere energie in un concorso un po’ “pensato per altri”.

I bandi di concorso prevedono un punteggio premiale per i candidati che “hanno stipulato uno o più contratti con l’amministrazione regionale per svolgere l’attività di lavoratore dipendente a tempo determinato, o di lavoratore subordinato con contratto di natura flessibile o atipica, o di collaboratore coordinato e continuativo, nel quinquennio antecedente alla data del 30 giugno 2007, per un periodo non inferiore a 30 mesi anche non continuativi”. Nessun punteggio sarà, invece, attribuito ai precari che abbiano maturato meno di 30 mesi di esperienza nell’amministrazione regionale: sicuramente una nota stonata in questa battaglia nata per difendere gli interessi di tutti i precari e – parrebbe – proseguita solo per alcuni. Poco, infatti, si può fare allo stato attuale per coloro che non hanno i requisiti per essere stabilizzati, ma forse i sindacati avrebbero potuto fare più pressioni per avere almeno questo piccolo riconoscimento in occasione dei concorsi, anche in considerazione del fatto che altre amministrazioni pubbliche prevedono l’assegnazione di punteggi premiali – naturalmente graduati secondo i periodi maturati – per coloro che hanno prestato servizio – anche con forme di contratto atipico – presso i propri uffici.

Due, a questo punto, le speranze degli osservatori, terzi rispetto alla vertenza precari – Regione: che non si debba assistere all’ennesima guerra tra poveri (precari “stabilizzandi”, precari “di serie b”, esterni in cerca di occupazione) e che il cammino per la stabilizzazione non si fermi qui, ma prosegua – a breve termine – con gli altri concorsi necessari per rendere possibile l’assorbimento di tutti i precari che hanno il fatidico requisito dei 30 mesi.

Marcella Onnis

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