Circa 150 persone hanno formato una catena umana davanti al tribunale per protestare contro i femminicidi. Keystone / Silva Schnurrenberger
L’autore di “uno dei femminicidi più crudeli della Svizzera” è stato condannato ieri mattina all’ergastolo. Il 44enne era accusato di aver ucciso la moglie, ex candidata all’elezione di Miss Svizzera, e di averne smembrato il corpo nel febbraio del 2024 a Binningen (Basilea Campagna).
Il Tribunale penale di Basilea Campagna ha riconosciuto il padre di famiglia colpevole di assassinio e turbamento della pace dei defunti. La Corte ha ampiamente seguito la requisitoria della procuratrice che, durante il processo, la scorsa settimana, aveva denunciato “uno dei casi di femminicidio più crudeli e più sconvolgenti avvenuti in Svizzera”.
“Le vittime non devono essere dimenticate”, ha dichiarato il presidente del tribunale prima di esporre le motivazioni della sentenza. L’imputato dovrà in particolare versare a ciascuna delle sue due figlie ancora piccole 100’000 franchi a titolo di risarcimento morale. I traumi psicologici subiti dalle bambine hanno costituito una circostanza aggravante nel verdetto.
Questo crimine ha fatto molto parlare a livello locale e internazionale. Lunedì, la difesa si era opposta invano alla copertura in diretta del procedimento. Prima della pronuncia della sentenza, 150 persone hanno formato una catena umana davanti all’edificio del tribunale per protestare contro i femminicidi.
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Circa 150 persone hanno formato una catena umana davanti al tribunale per protestare contro i femminicidi. Keystone / Silva Schnurrenberger




