Keystone/DPA/Marcus Brandt
“Sciallo”, “zio” o “megabello”: quale espressione usavate regolarmente in gioventù che faceva aggrottare le sopracciglia alle generazioni più anziane?
Per la prima volta, i e le giovani della Svizzera hanno eletto la parola dell’anno del loro linguaggio, una per ogni lingua nazionale. Nella Svizzera italiana, “aura” (usata per descrivere il carisma, il fascino di una persona) si è aggiudicata il primo posto. Nella Svizzera francese la scelta è caduta su “goumin” (pena d’amore), in quella tedesca è stata premiata “würd mi”, abbreviazione di “das würde mich nerven” (“mi darebbe fastidio”), e in quella romancia “bursa” (usato ironicamente per “sciocco/a”).
Le parole non sono state scelte da persone adulte ignare dell’argomento; per ogni lingua nazionale è stata formata una giuria composta da giovani di età compresa tra i 14 e i 19 anni. La votazione è stata organizzata dalla Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), che dal 2017 è responsabile anche di selezionare la parola svizzera dell’anno.
Chi si sorprende che la parola dell’anno non sia un anglicismo può stare tranquillo: al secondo e terzo posto si trovano termini inglesi: “chill” e “crazy”. “Chill” in inglese significa letteralmente “freddo” e nel linguaggio informale viene utilizzata per esprimere uno stato di calma e tranquillità. “Crazy” vuol dire “pazzo” o “folle” nel linguaggio informale o nello slang giovanile viene utilizzato per descrivere persone, situazioni o esperienze che si distinguono per la loro particolarità, intensità o imprevedibilità.
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