Il dibattito sull’UE al Consiglio degli Stati si è protratto per ore. Keystone / Alessandro Della Valle
Il Consiglio degli Stati inasprisce le regole sull’immigrazione dall’UE.
La Camera dei Cantoni vuole introdurre una nuova tassa in caso di forte immigrazione dall’Unione Europea.
Il dibattito sull’UE al Consiglio degli Stati passa alla fase successiva. Oggi si è discusso d’immigrazione. La Camera alta ha deciso misure supplementari per limitare l’afflusso di manodopera, che si aggiungono alla clausola di salvaguardia già negoziata con l’UE. Si è espressa a favore di una tassa sull’immigrazione, che dovrebbe entrare in vigore in caso di attivazione della clausola di salvaguardia e i cui proventi andrebbero distribuiti alla popolazione. Le aziende dovrebbero pagare almeno 4’000 franchi per il personale proveniente dall’UE. Per i familiari maggiorenni al seguito è prevista una tassa di almeno 2’000 franchi. Il consigliere federale Beat Jans ha messo in guardia dall’onere amministrativo che ne deriverebbe.
Con il voto decisivo del suo presidente, il Consiglio degli Stati ha approvato un ulteriore inasprimento: i cittadini e le cittadine dell’UE che intendono stabilirsi in Svizzera dovranno in futuro presentare un estratto del casellario giudiziale. La Camera dei Cantoni ha reso più severe anche le norme sul diritto di dimora permanente: chi è in disoccupazione o percepisce l’aiuto sociale non potrà, per il momento, presentare la relativa domanda.
Nel dibattito, il consigliere federale socialista Beat Jans ha esortato a non dimenticare gli svizzeri e le svizzere all’estero. “È importante anche invertire la prospettiva”, ha affermato. “Ciò che oggi vale per le persone cittadine dell’UE in Svizzera, vale anche per i nostri connazionali nell’Unione. Si tratta di preservare i diritti di queste persone, affinché possano vivere negli Stati membri dell’UE con diritti quasi identici a quelli della popolazione locale“, ha detto Jans.
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