Nonostante l'imposta patrimoniale svizzera, le 900 persone più ricche pagano la quota fiscale più bassa sul loro reddito. Keystone / Christian Beutler
Chi guadagna di più dovrebbe anche pagare più imposte: questo è il principio della tassazione progressiva sancita dalla Costituzione federale. Eppure, secondo un nuovo studio, la realtà sarebbe diversa.
Uno studio del Politecnico federale di Zurigo mostra che, considerando l’insieme di redditi, patrimoni, imposte e contributi, le persone con i redditi più elevati versano la quota più bassa del proprio reddito sotto forma di tasse, nonostante le imposte cantonali sul patrimonio.
La novità dell’analisi è soprattutto il metodo utilizzato. Invece di basarsi sui dati fiscali, i ricercatori e le ricercatrici hanno preso come punto di partenza l’insieme dei redditi e dei patrimoni, così come stabilito dalla Banca nazionale svizzera. Lo scopo era stimare in modo più preciso i redditi dell’1% più ricco della popolazione, che con questa metodologia risultano circa il 50% più elevati rispetto alle stime precedenti. In altre parole, l’1% più ricco genera circa il 17% di tutti i redditi del Paese.
Lo studio considera come reddito di chi è proprietario di un’impresa anche gli utili che l’azienda trattiene invece di distribuirli sotto forma di dividendi. Questo aspetto è determinante perché su queste somme i proprietari pagano soltanto l’imposta sugli utili societari e non quella sul reddito. Poiché la prima è inferiore, il carico fiscale effettivo diminuisce ai livelli più alti della distribuzione dei redditi, spiega l’economista Enea Baselgia. “Lo stesso schema emerge anche in tutti gli altri Paesi per i quali sono già stati realizzati studi analoghi.”
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