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Un “Trip musicale” che cavalca contro la schiavitù moderna: Afterhours

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Sono tornati in terra dantesca con ben 2 date il 4 e 5/04 per dare voce al loro grido musicale.

Gli Afterhours, con tutta la loro prorompenza e nel dark Viper Teatre di Firenze, hanno, con il loro scelto bianco vestito, dato prova di come la musica può essere fuoco che brucia e tatua sulla pelle il “io so chi sono” in ognuno.

Immersi nel caos quotidiano, spesso ci dimentichiamo anche chi siamo, “costruire per distruggere”, sembra lo slogan che ci inculcano. “E la puzza di benzina mette sete/Nei corridoi i nervi e i servi tesi/Eppure l’han provata per dei mesi/Vergini ballano perché ora manca poco/Ed io ripenso ancora a come fare fuoco
/Sarà bellissimo — fare parte della gente /Senza appartenere a niente mai “

Appartenere in un mondo che va controcorrente ai valori che ci insegnavano per stare nella società, gli Afterhours, cantano senza peli sulla lingua, sputando contro ogni “schiavitù” moderna.

Un gruppo decisamente potente, sia dal punto di vista musicale che linguistico, che sa usare musica e parole, scandagliando le frecce appuntite dalle emozioni che lasciano dentro entrando.

La formazione:  Manuel Agnelli (voce), sul palco suonano Giorgio Prette (batteria), Giorgio Ciccarelli (chitarre), Roberto Dell’Era (basso), Rodrigo D’Erasmo (violino), Xabier Iriondo (chitarre).

Oltre tutto, ricordano come la melodia può essere anche un tenero abbraccio, tale che  la “terra promessa si scioglie di colpo” e trasporta “Senza cori né bandiere”.

Dal caos più totale che porta “fosforo e blu” che “se non ammazza rinforza” in “ci sarà una bella luce”, rispecchiando  la mentale confusione che quotidiana tocca attraversare per trovare nelle strettoie della vita la forza  e la fortuna di “Una casa a cui tornare/Dove l’alba è un giorno nuovo/Tutto non è stato scritto”.

Un rock puro, ispirato che trova sfogo nella “Padania” e attualizza il male moderno di chi “spreca una vita”; il cui video  è stato girato dal regista fiorentino Graziano Staino all’interno del Teatro Rossi Aperto di Pisa, uno dei tanti spazi (come il Teatro Coppola di Catania, il Garibaldi di Palermo, il Valle di Roma) occupati e resi ai cittadini, dopo anni d’incuria e di polvere, nelle ballate più originali mai proposte.

Tre ore di “trip musicale”, lungo il passato, presente e futuro di chi, come questo gruppo cavalca dall’86 le redini reali di questo paese. A noi la decisione di battere le mani a tempo; di urlare, cantare, ridere, piangere, immergendosi nella verità delle parole e diventare bombe dal finale esplosivo con “Bye bye bye bye…..Bombay!!

Gli Afterhours saranno inoltre tra i protagonisti dell’edizione 2013 dello Sziget Festival, the Best European Major Festival, che avrà luogo a Budapest dal 5 al 13 agosto. Saranno loro a rappresentare la musica italiana in quella che si annuncia un’edizione memorabile con nomi del calibro di Blur, Skunk Anansie, Editors, Bad Religion, Tame Impala.

La morale è la consapevolezza di capire che per tutto quello che accade è solo un po’ di noi che se ne va  e “non si può giocare con il cuore della gente se non sei un professionista.. ma ho la cura”: AFTERHOURS!

Foto e servizio di Annamaria Pecoraro

 

Guarda il video di  “Spreca una vita”:

 

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