Salute Mentale in Campania: Una lettrice ci scrive “Forse un diritto negato non fa notizia”

Cosa è il disturbo mentale e perché nel 2022 si stigmatizza ancora chi ne soffre? Un malato psichico può lavorare? Cosa vuol dire essere affetti da un disturbo psichico, vivere l’inferno di una mente che perde il senso della realtà, che ti fa estraniare dal resto del mondo e poi curarsi e risultare compensati con il beneplacito degli addetti ai lavori? La signora Giovanna Galasso lo sa, perché soffre di una patologia psichica e ci racconta, nelle mail che ci ha inviato, il calvario vissuto per reagire alla sua malattia e per ottenere un lavoro che ancora oggi non è riuscita a trovare. Non aggiungiamo altro, se non che troviamo fortemente deplorevole che nel 2022 ancora si discrimini i malati mentali, peraltro invalidi e quindi aventi diritto ad un’occupazione in quanto facenti parte di una categoria protetta, come da Legge 68/99, impedendo loro di vivere una vita come tutti gli altri i cosiddetti “normali”. (F.L.)

Forse è perché un diritto negato non fa notizia.
L’urlo di rivendicazione di un proprio diritto non suscita la minima reazione. Cosa vuole che sia di fronte al racconto quotidiano di una guerra…
Ma chi grida, sappia che chi grida e rivendica un proprio diritto, sta combattendo da anni una guerra personale, una guerra contro la spietatezza e l’indifferenza dei politici e delle istituzioni.
La mia istanza è molto semplice: chiedo da 7 anni un colloquio col Presidente della Regione Campania De Luca.
Da 7 anni mi viene negato.
Forse è perché De Luca avrà letto in qualche mia lettera che sono una disabile psichica?
Ha paura?
Teme la mia follia?
Approfitto di questo spazio per tranquillizzarlo.
Può stare sereno, non lo mangio.
Oppure anche De Luca è affetto dal morbo della discriminazione, quella malcelata, quella che i più negano, ma che serbano dentro proprio come un morbo.
Se il Presidente De Luca, che si mostra persona di ampie vedute vuole smentirmi, io sono qui.
Grazie

Giovanna Galasso

Qui sotto la lettera dalla signora Galasso all’on. Francesco Boccia

Gentile On. Francesco Boccia,
Sono una donna di 55 anni ed ho una disabilità psichica importante.
Vivo sulla mia pelle tutto il dolore e l’ingiustizia delle istituzioni,
alle quali mi sono rivolta ripetutamente per risolvere la mia situazione.
La legge 68/99 art. 9 comma 4 tutela le persone come me (e siamo
centinaia di migliaia) favorendo l’inserimento al lavoro negli Enti
Pubblici per chiamata diretta. Sono 7 anni che scrivo alla Regione
Campania e che chiedo un colloquio col Presidente De Luca, ma esso non mi
viene accordato.
In 7 anni ho scritto a tutti i ministeri, al governo, alle segreterie di
partito, al codacons, ai sindacati, ai quotidiani nazionali (che molto
spesso hanno pubblicato i miei appelli)… ho scritto all’universo mondo.
Ma De Luca non mi riceve. Vivo con una madre molto anziana e se muore lei
io finisco sotto ai ponti.
La mia situazione è insostenibile e per la mia patologia non potr
ei
neppure permettermi questo fortissimo stress.
Se per la mia patologia ho conosciuto l’inferno, questo Stato ha il
dovere di applicare le leggi e di riconoscermi un mio diritto.
Proprio qualche giorno fa ho inviato una mail a TUTTI i deputati, facendo
un lavoro certosino di recupero a trascrizione di tutti gli indirizzi e
mail.

Non so più a chi rivolgermi.
L’8 novembre 2021 sono stata miracolosamente ricevuta dal Vice di De
Luca. Egli mi ha ascoltato. Mi ha congedato con la promessa di farmi
sapere, invece mi ha gettato nel dimenticatoio.
Per andare avanti ho lavorato come bidella, ma le convocazioni non
arrivano più e dunque non posso contare neppure su questo lavoro di
fortuna. Ho competenze specifiche in ambito marketing e comunicazione,
maturate anni fa tra Milano, Parma e Roma, città nelle quali ho vissuto e
lavorato. Poi la mia vita si è capovolta. È esploso questo disturbo
psichico e nulla è stato più come prima. Ma io lotto, lotto con
determinazione e ottimismo, conscia dei miei diritti e delle mie capacità.
Nessuno si salva da solo ed è per questo che chiedo il vostro aiuto.
Per
qualsivoglia ulteriore informazione sono a vostra disposizione.
Paradossalmente, il riconoscimento della mia disabilità da parte
dell’INPS, avvenuto solo nel 2014, si è rivelato un boomerang e non una
corsia preferenziale come recita la Legge 68/99 quando ci definisce
categorie protette. Il mio disturbo è comparso nel 2001, ma solo quando ho
perduto il lavoro (dal 2008 al 2013 ho lavorato come segretaria
particolare dell’ex Sindaco di Afragola) nel 2014 mi sono decisa a fare la
pratica di riconoscimento dell’invalidità civile.
Dal 2014 non sono più riuscita a ricollocarmi nel mondo del lavoro. Molte
aziende di recruiting mi chiedevano al telefono quale fosse la mia
disabilità, cosa che non potrebbero fare in rispetto alla legge sui dati
sensibili.
Invece molte volte mi è capitato che volevano saperlo prima di stabilire
una data per il colloquio.
Questa si chiama discriminazione. Soprattutto per il mio tipo di
disabilità che crea scalpore E quello che più mi ha inflitto frustrazione,
dolore, rabbia, è il fatto che il Presidente De Luca non mi ha mai
ricevuto, nonostante i miei ripetuti appelli. Sono 7 anni che lotto. La
Regione Campania è deputata a gestire la graduatoria delle categorie
protette, e l’ufficio del Collocamento Mirato è sotto il controllo delle
Regioni.

La Regione ha il dovere di applicare la Legge.
Sono sola e lotto da sola. A parte il codacons che recentemente è
intervenuto al mio fianco.
Ma sostanzialmente lotto da sola da 7 anni.
Come categoria protetta mi sono vista bistrattata.
E non è affatto una corsia preferenziale.
Questo è il motivo per cui la Regione Campania è insolvente.

Perché non mi riconosce un mio diritto e non mi tutela.
Sento addosso tutto il peso di un’ingiustizia e la cecità delle
istituzioni.
Non a caso sono una categoria protetta.
Ho il 75% di invalidità civile.
Ma posso e devo lavorare per stare bene.
Anzi. Se c’è una medicina per la mia malattia, questa è proprio il
lavoro, come mi dice sempre il mio psichiatra.
Rivendico il mio diritto ad essere integrata al lavoro da parte della
Regione Campania.
E il Presidente De Luca mi deve ricevere.
Cosa da sottolineare, il Presidente De Luca ha anche la delega alla
salute pubblica.
Senza lavoro la vita si sgretola.
Senza lavoro la salute psicofisica si riduce a brandelli.
Grazie
Giovanna Galasso

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