NO ALLA SALUTE- MERCATO. SI’ AI VACCINI, BENI COMUNI DELL’UMANITA’

Di fronte ai drammi l’umanità cerca di resistere, ma è sempre più debole tanto da subire la conduzione “maldestra” di chi dovrebbe saper essere, saper agire e saper far fare. E ciò con la pretesa di mantenere un’Europa unita e coesa. Ma così pare non essere soprattutto nei rapporti con il colosso Big Pharma per la fornitura equa dei vaccini.

di Ernesto Bodini (giornalista e opinionista)

Nel nostro povero Paese, come del resto anche in alcuni altri, il malessere è oggi rappresentato soprattutto dagli effetti della pandemia, e quindi quelli relativi alla irresponsabilità etica nella conduzione di un sistema (ormai fuori dall’ordinario) che, tra tutela della salute pubblica e controllo dell’economia e della produttività, il rischio di una vera  e propria recessione se non è alle porte poco ci manca. Siamo tutti coscienti che la priorità deve essere incentrata tout court sulla tutela della salute e quindi della vita, ma da come vanno le cose, sia in Italia che nel resto dell’Europa (e in gran parte nel mondo), il quadro lascia molto a desiderare: provvedimenti continuamente disomogenei, ritardi sulla produzione e consegna dei vaccini, continuo disquisire sulle categorie e fasce di età da vaccinare con priorità, truffe e incertezze sulla validità delle mascherine ed ausili vari, consulenti tecnici (e politici-gestori) inaffidabili e quindi da sostituire, indennizzi che ritardano o non vengono per nulla erogati, dissidenti “no-Vax” sempre più determinati, popolazione scolastica che a grande voce reclama il ritorno nelle aule, etc. Ma qual è il polso della situazione a livello del Parlamento europeo?

È diventata virale su tutti i social l’accusa della deputata Manon Aubry, intervenuta in seduta plenaria al Parlamento europeo il 3 marzo scorso, rivolgendosi direttamente alla presidente della Commissione, Ursula Von Der Leyen (nella foto a sinisttra). La 31enne francese (foto in basso) del partito France Insoumise ha affermato di avere la sensazione che i grandi leader farmaceutici abbiano stabilito la “legge per lei”, in quanto non vi è trasparenza nelle trattative con carenza delle informazioni principali. Per meglio comprendere il suo disquisire-accusa, vale la pena riproporre  per intero il suo intervento.

«Non ci andrò alla leggera, signora Von Der Leyen. Ho una domanda importante per lei, oggi: come ha potuto la Commissione europea accettare di inchinarsi così davanti alle Case farmaceutiche? Nella gestione della strategia di vaccinazione, ho la sensazione, signora Von Der Leyen, che i grandi leader farmaceutici hanno stabilito la legge per lei. Prima di tutto su trattative e contatti: non c’é chiarezza a tutti i livelli. Nessuna informazione sui negoziati nonostante le richieste del nostro Parlamento, solo tre contatti resi pubblici, grazie alle pressioni dei nostri cittadini. E questo è quello che sembrano: tutte le informazioni più importanti come prezzo, programma di consegna, o anche i dettagli delle clausole di responsabilità sono nascosti! Per gli altri contratti dovremo aspettare che i laboratori si degnino di pubblicarli. Perché si, sono loro che decidono. Sulle consegne, quindi. Un pasticcio di ritardi e nessun programma rispettato, senza alcuna sanzione ovviamente. Perché si, decidono i laboratori. Sui brevetti stesso scandalo. Questi vaccini sono stati resi possibili da miliardi di euro di denaro pubblico. Ma i brevetti rimangono proprietà esclusiva di Big Pharma. Di conseguenza gli Stati non possono produrre su larga scala le dosi di cui il mondo ha così tanto bisogno. Perché si, sono i laboratori che decidono. E infine la ciliegina sulla torta: i profitti, ossia 15 miliardi di fatturato e dal 20 al 25% di margine per Pfizer che è felicissimo del successo del suo “blockbuster”. Sanofi non ha trovato alcun vaccino, ma ha trovato 400 posti di ricerca da tagliare, e 4 miliardi di euro in dividendi da distribuire; i laboratori tirano fuori lo champagne. Perché si, sono loro che decidono. Che confessione di impotenza, signora Von Der Leyen! Non spetta a noi qui, in questo luogo, stabilire la legge? Siamo in grado di imporre ai nostri concittadini una restrizione senza precedenti delle nostre libertà, ma non saremmo in grado di stabilire regole per Big Pharma? La Commissione deve essere responsabile: questo è il motivo per cui, a nome del nostro gruppo di sinistra al Parlamento europeo. Chiedo l’immediata creazione di una Commissione d’inchiesta sulla responsabilità della Commissione per questo disastro. Abbiamo il diritto di sapere perchè dopo tutto, questi vaccini sono stati pagati con i nostri soldi. E l’equazione dovrebbe essere semplice: denaro pubblico, appalti pubblici, brevetti di pubblico dominio. Per decenni abbiamo lasciato tutto, compresa la nostra salute nelle mani del settore privato. Ed eccoci oggi in un vicolo cieco. Proponiamo un percorso inverso: porre fine all’onnipotenza dei laboratori. È ora di abbandonare i brevetti e assicurarsi che non si tragga alcun profitto dalla pandemia. Questo è l’unico modo per poter vaccinare rapidamente l’intero pianeta, paesi ricchi come i poveri. Per rassicurare i cittadini che dubitano, facendo uscire i vaccini dalle grinfie delle multinazionali, per sperare di rivivere dopo un anno di lutti, preoccupazioni, isolamento, precarietà. Questo è il ruolo che dovrebbe essere suo signora Von Der Leyen, se non si fosse arresa davanti ai laboratori, mentre la popolazione non può più sopportarlo: ci sono persone precarie che hanno fame, ci sono i giovani disperati. Riprendiamo il controllo davanti ai laboratori! Tolga la salute-mercato e finalmente prenda in considerazione i vaccini come beni comuni dell’umanità, non il bancomat degli azionisti».

Una “leader” indubbiamente diretta e razionalmente determinata che, a parte l’area di sinistra di appartenenza, ha messo il dito sulla piaga (o meglio, sulle piaghe) di una realtà che coinvolge tutti ma che purtroppo interessa seriamente a pochi… Io spero che questo monito possa sortire qualche effetto e, anche se non conosco l’attuale presidente della Commissione Europea, la ratio politica e del buon senso di tutti i suoi colleghi parlamentari delle rispettive nazioni, possa prevalere sull’inerzia e sulle incapacità poiché una pandemia di questa portata è un evento epocale che ha ancora molti imprevisti, e nel contempo è un’occasione per dimostrare quanto di meglio un politico può e deve fare per i suoi concittadini. Ma intanto, il protrarsi dei fatti di cronaca e delle parziali soluzioni per contenere o debellare la pandemia, sta a dimostrare (mi si perdoni la “forzatura”) quanti non hanno idea di cosa significa aver “fame d’aria”, oltre al fatto di vivere nell’incertezza di superare l’evento avendo contratto la Sars-CoV-2. E sono proprio a questi testimoni “sopravvissuti” che si dovrebbe dare  voce affinché il loro racconto non svanisca nel vuoto, ma riempia le coscienze degli increduli e degli irresponsabili. Ma se queste voci vengono messe a tacere allora non basterebbero migliaia di repliche firmate Manon Aubry per puntare il dito non solo sulla Signora Ursula Von Der Leyen, ma anche su tutti i potenti di turno deputati a tutelare la salute e il benessere della collettività europea…  colossi farmaceutici permettendo!

L’ultima immagine è tratta da ANSA.it

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