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L’Unione europea si rimbocca le maniche per combattere la pedofilia

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È iniziato l’iter legislativo che dovrebbe condurre all’approvazione di una direttiva europea volta a combattere l’abuso, lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia infantile.

Non c’è dubbio, infatti, che questa “piaga” moderna sia in continua e preoccupante crescita: in base alle statistiche, in tutto il continente il 10-20% dei bambini avrebbe subito un qualche abuso sessuale nel corso dell’infanzia; i minori ritratti nelle immagini di pedofilia sono sempre più piccoli e le scene sempre più violente.

Ecco perché, a fronte di leggi nazionali non abbastanza rigorose o coerenti da dare un’efficace risposta al fenomeno, l’Unione europea si appresta ad adottare una nuova normativa generale per migliorare l’azione penale contro gli autori dei reati, la protezione delle vittime e la prevenzione del fenomeno.

Si tratterebbe – tra le altre cose – di rafforzare le sanzioni e criminalizzare attività come il c.d. grooming (ovvero l’adescamento dei minori su internet) e il turismo sessuale, introducendo anche misure nuove, quali il blocco dell’accesso ai siti internet a contenuto pedopornografico. Non basterà, tuttavia, concentrarsi sulla rete: nella maggior parte dei casi, infatti, i pedofili appartengono all’ambiente del bambino, tanto che l’80% delle violenze ha luogo in famiglia, a scuola, nei club sportivi o nelle chiese.

All’intervento normativo, potrebbero poi affiancarsi misure non legislative, che comprenderebbero lo scambio di informazioni e di esperienze, la protezione, la sensibilizzazione, la cooperazione con il settore privato oppure l’istituzione di meccanismi per la raccolta dei dati.

Silvia Onnis

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