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“Woman story – Il fumetto intercultura” di Takoua Ben Mohamed ad Assemini (CA)

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Approda ad Assemini, nell’ambito del “Mese dei diritti umani”, la mostra-presentazione del “fumetto intercultura Woman story” della graphic journalist Takoua Ben Mohamed. L’inaugurazione avverrà con un dibattito incentrato su temi caldi quali razzismo, islamofobia e intolleranza.

Manifesto mostra Takoua Ben Mohamed a Asseminidi Marcella Onnis

Venerdì 4 dicembre 2015 sarà inaugurata ad Assemini, presso il Vecchio Municipio in piazza San Pietro, la mostra dedicata a “Woman story – Il fumetto intercultura” di Takoua Ben Mohamed, già presentata a ottobre a Cagliari nell’ambito del VI festival internazionale “NUES – Fumetti & Cartoni nel Mediterraneo”, organizzato dal Centro internazionale del fumetto.

Il Centro collabora anche a questo nuovo appuntamento inserito nel programma del “Mese dei diritti umani” e proposto dal Comune di Assemini, dalla cooperativa sociale Il Giardino di Clara (impegnata nell’inserimento lavorativo di persone con sofferenza mentale) e dallo studio editoriale Typos. Contribuiscono, inoltre, all’organizzazione dell’evento il progetto SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) “Emilio Lussu” della Provincia di Cagliari, l’associazione Cooperazione e confronto della comunità La Collina e l’associazione Efys Onlus.

Ma cos’è questo “fumetto intercultura”? È un progetto di graphic journalism che Takoua Ben Mohamed ha inventato a soli quattordici anni, ottenendo subito importanti riconoscimenti per la sua capacità di affrontare in modo creativo, partendo da esperienze reali, temi delicati e ostici quali la discriminazione e il pregiudizio. A ispirarla è la convinzione che «non esistono due culture che non hanno niente in comune, ed è proprio sulle cose in comune che si costruisce il dialogo interculturale». Lei stessa è la prova vivente che questo dialogo non solo è possibile ma è anche arricchente: nata a Douz in Tunisia nel 1991, da quando ha 8 anni vive in Italia (attualmente a Roma), per cui la sua cultura è un felice connubio di elementi arabi e italiani.
Oltre a “dialogo”, altra parola d’ordine è per lei “libertà”, a partire da quella di indossare il velo (hijab) . Per questo le sue tavole non sono solo rappresentazioni ironiche di verità scomode, ma anche un veicolo per parlare di diritti umani e per «esprimere la libertà di parola e la parola dei senza voce», con particolare attenzione alle attiviste musulmane.

La mostra sarà focalizzata proprio sul lavoro che l’artista (sceneggiatrice, illustratrice e designer, oltre che graphic journalist) ha svolto per raccontare il ruolo delle donne nei movimenti rivoluzionari durante quella che è stata definita “Primavera araba”. Un lavoro che, spiegano gli organizzatori, in particolare «mostra la fatica e le discriminazioni di chi vive sulla propria pelle il voler difendere la propria femminilità e le proprie tradizioni, in un mondo sempre più chiuso e respingente». Anche questo un modo per proseguire la riflessione sulla violenza contro le donne, che non può fermarsi alla Giornata del 25 novembre. Al tempo stesso, con le sue opere Takoua Ben Mohamed ci aiuta a capire che l’ISIS costituisce per tutte le persone pacifiche una minaccia, a prescindere da etnia, religione, cultura o nazionalità. Pertanto, l’unico modo per rispondere a questa violenza e per prevenire l’emergere di fenomeni simili è ricercare quegli elementi che ci accomunano, in modo da poter costituire un fronte armonico e compatto.

Con lo stesso obiettivo, si parlerà dei temi affrontati nel Fumetto intercultura – in particolare razzismo, islamofobia e intolleranza – anche nel dibattito pubblico intitolato “Straniero, a chi?” che, con inizio alle ore 18.00, il prossimo 4 dicembre darà avvio alla mostra-presentazione del volume. Coordinato da Roberto Loddo, presidente della cooperativa sociale Il Giardino di Clara, il dibattito prevede la partecipazione dell’autrice e di diversi altri ospiti:

– i rappresentanti delle comunità dei nuovi cittadini in Sardegna;

Jessica Mostallino, Vicesindaco di Assemini (unico Comune ad avere aderito al Mese dei diritti umani);

don Ettore Cannavera, fondatore della comunità La Collina;

Sulaiman Hijazi, ex portavoce della comunità musulmana in Sardegna;

Bepi Vigna del Centro internazionale del fumetto;

Diego Serra del progetto SPRAR “Emilio Lussu”;

– l’avvocato Luca Bauccio, fondatore di Radio Dirittozero.

E sempre nel segno del dialogo interculturale, il dibattito sarà seguito da una degustazione di cucina africana e da un concerto acustico di musica tradizionale arabo-andalusa del duo marocchino composto da Khalil Babouchi (all’oud) e Walid Iguider (al violino).

L’esposizione sarà aperta al pubblico fino a giovedì 10 dicembre 2015, tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 19.00.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.studiotypos.it o contattare la Segreteria organizzativa (Cooperativa Il Giardino di Clara e Studio editoriale Typos) ai seguenti recapiti: cellulare 3207721343; e-mail info@studiotypos.it
Per approfondimenti sul fumetto e sulla sua autrice è disponibile la pagina Facebook Il fumetto intercultura – takoua ben mohamed, mentre questi sono i riferimenti per documentarsi sul “Mese dei diritti umani”: blog del Mese dei diritti umani; pagina Facebook Mese dei diritti umani; e-mail stopopgsardegna@gmail.com

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