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Vocazione ed entusiasmo bastano per fare dei buoni infermieri?

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All’Istituto di Formazione Rosmini della Città della Salute e della Scienza di Torino “parlano” le recenti tredici lauree conseguite con la speranza di un posto ambìto e meritato.

di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

Martedì 14 aprile. L’Aula magna era gremita di parenti e amici dei tredici candidati (11 femmine e 2 maschi) di fronte alla Commissione di docenti per discutere la Tesi del Corso di Laurea in Infermieristica. La prima della due Sessioni dell’anno (la prossima sarà in ottobre o novembre) che ha visto giovani promettenti infermieri che, dopo tre anni di studi universitari comprendenti un “severo” tirocinio nei diversi reparti di questo o quell’ospedale, si sono presentati di tutto punto, sorridenti, ansiosi e con molte speranze per esporre (con l’ausilio di slides) la propria Tesi, realizzata forse con non pochi sacrifici, anche grazie all’aiuto accademico e professionale di un Tutor che ne ha seguito passo passo il percorso di studi e soprattutto di preparazione della stessa. Ma in cosa consiste il ruolo del tutor? “Il tutoraggio – si legge nella home page del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino – comprende l’attività di assistenza agli studenti finalizzata a rendere più efficaci e produttivi gli studi universitari, con lo scopo precipuo di migliorare la qualità dell’apprendimento e fornire consulenze in materia di piani di studio, mobilità internazionale, offerte formative prima e dopo la laurea”.

laureandi seduti in prima fila e spettatori seduti nelle file dietro di loroDiverse le tematiche presentate dai candidati, come ad esempio gli aspetti della donazione di organi a scopo di trapianto secondo il punto di vista  dell’infermiere, la gestione delle stomie intestinali in ambito pediatrico, l’assistenza al bambino tracheostomizzato, le direttive anticipate nella Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), la disciplina del “Tocco Armonico” come terapia complementare, l’assistenza ai malati di Alzhemer, e ai pazienti oncologici, l’attività di emergenza e Pronto Soccorso, etc. Tutti argomenti che rispecchiano le patologie e le problematiche assistenziali della nostra epoca, per le quali gli infermieri sono chiamati per vocazione e sensibilità personale ad intervenire, coadiuvati dal corpo medico che hanno conosciuto nel corso del tirocinio triennale. Ogni esposizione è stata apprezzata (e in più casi complimentata) dai componenti della Commissione di Laurea, presieduta da Alessandro Mauro, professore ordinario di Neurologia e direttore del Servizio di Neuroriabilitazione all’ospedale San Giuseppe in Località Piancavallo (VB); ma anche con ovazioni di parenti e amici che ne hanno esaltato anche il risultato finale, ossia la votazione e la nomina di Laurea. Ora, il Piemonte ha tredici neolaureati in più, che faranno parte del  reale fabbisogno nazionale (circa 60 mila professionisti), in attesa di un posto in ambito pubblico o privato. Per la normativa riguardo al conseguimento del titolo accademico vedi, ad esempio, il D.M. del 2/4/2001, n. 128 (G.U. del 5/6/2001, n. 128); e il D.M. del 22/10/2004, n. 270 (G.U. del 12/11/2004, n. 266).

 

INTERVISTA AL PROF. ALESSANDRO MAURO

Gli infermieri di oggi più consapevoli e con un maggior approccio scientifico

un laureando con indosso la togaProf. Mauro, com’è cambiata la preparazione dei candidati infermieri, di oggi, rispetto alla generazione precedente?

“Credo che quello che emerge da tutte le Tesi di Laurea degli infermieri nelle numerose sessioni che sino ad oggi ho presieduto, è che gli studenti sono sicuramente molto più consapevoli della necessità di un approccio scientifico al loro lavoro, e probabilmente hanno valutato e cominciano a credere più di quanto non fosse in passato, che possono essere dei veri “protagonisti” della buona assistenza e delle cure ai pazienti, ma anche della scientificità di ciò che viene fatto”

Qual é la Disciplina di maggior predisposizione ai fini dell’attività professionale per la quale gli infermieri di oggi sono maggiormente orientati?

“Non saprei dire se c’é una Disciplina in particolare a questo riguardo. Tuttavia, mi sembra che l’interesse in questo momento sia abbastanza vario e multidisciplinare. Ho incontrato diversi studenti particolarmente interessati ad aspetti di attualità come le malattie neurodegenerative, ma sicuramente c’é un ulteriore interesse per altri ambiti della Medicina. Sembra comunque che ci sia anche un certo interesse per le attività di Pronto Soccorso e delle emergenze”

La Laurea in Infermieristica è una “motivazione” ulteriore per questa professione?

“Ritengo di sì, sia perché non c’é un altro modo per poter approdare a questa professione, sia perché il fatto di conseguire una vera e propria laurea rappresenta uno stimolo, ed al tempo stesso è uno degli elementi per una consapevolezza del ruolo che gli infermieri hanno nella gestione delle cure dei pazienti. Una futura generazione che va di pari passo con il progresso della tecnologia e della scienza medica in generale, e il cui ruolo dell’infermiere non può che essere valorizzato, e credo che aumenteranno il ruolo e l’autonomia degli infermieri nel somministrare le cure ai pazienti”

 

 

Nella foto in alto i membri della Commissione di Laurea e nella foto in basso il prof. A. Mauro. (Foto di Ernesto Bodini)

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