In riferimento agli articoli apparsi su diverse testate giornalistiche, a seguito del comunicato diffuso dal Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda “Il Forteto”, si riporta la nota ufficiale dell’Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve, con l’obiettivo di chiarire la posizione dell’Ente e fornire gli elementi necessari a una corretta ricostruzione dei fatti.
Il Servizio Sociale dell’Unione dei Comuni non agì per propria iniziativa — essendo del tutto estraneo alla vicenda — ma su impulso del Servizio Sociale del Ministero della Giustizia (Uepe) e del Tribunale di Sorveglianza di Venezia, che aveva disposto la concessione degli arresti in RSA ben prima dell’effettivo inserimento di Fiesoli in struttura.
Chiamato in causa esclusivamente per una questione di competenza territoriale e, successivamente, alla concessione da parte della ASL 10 Toscana della quota sanitaria per il ricovero, il Servizio Sociale dell’Unione ha svolto i normali adempimenti amministrativi previsti dalle leggi nazionali, regionali (Legge Regione Toscana n. 41/2000) e dal vigente Regolamento delle prestazioni sociali.
La deroga prevista dall’art. 32, ultimo comma, del Regolamento delle prestazioni socio‑assistenziali, relativa alla presentazione dell’ISEE, si è resa necessaria per le seguenti motivazioni:
- rifiuto dei familiari, previamente escussi, di fornire l’ISEE;
- assenza di un amministratore di sostegno o tutore che potesse agire per conto di Fiesoli; si ricorda che è stato proprio il Servizio Sociale dell’Unione a presentare istanza di nomina del tutore al Tribunale di Firenze;
- pressanti richieste del Tribunale di Sorveglianza di Venezia affinché fosse dato seguito al provvedimento del dicembre 2022 che disponeva l’esecuzione della pena detentiva in RSA;
- obbligo giuridico di intervenire, in virtù delle gravi condizioni di salute certificate dalle autorità sanitarie competenti, obbligo la cui omissione è sanzionata dall’art. 328 del Codice Penale (rifiuto di atti d’ufficio).
L’intervento del Servizio Sociale si è svolto per un periodo molto limitato (sei mesi) ed è cessato non appena il tutore ha fornito l’ISEE. Inoltre, il Servizio Sociale ha ottenuto dal tutore la restituzione dell’intero importo anticipato, motivo per cui non è ipotizzabile alcun danno a carico dell’Ente.
La qualifica degli operatori come pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio li rende soggetti esclusivamente alla legge e ai regolamenti vigenti, e non a valutazioni di tipo morale, pur comprendendo l’indignazione e lo sdegno che la vicenda del Forteto e di Fiesoli ha suscitato in tutti noi.
Si ricorda, inoltre, che l’attuale sistema amministrativo — come stabilito dal Testo Unico degli Enti Locali — si fonda sul principio di separazione tra politica e gestione, sancito dall’articolo 97 della Costituzione. Tale principio garantisce il buon andamento e l’imparzialità dell’azione amministrativa. In altri termini, la struttura tecnica dell’Unione dei Comuni ha operato nel pieno rispetto dell’ordinamento italiano e la questione non poteva essere oggetto di discrezionalità politica, né discussa all’interno degli organi politici dell’Unione stessa.
Carlo Boni, Presidente dell’Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve Nicola Povoleri, Sindaco di Pelago