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Ussaramanna affronta la sfida delle energie rinnovabili

Il piccolo paese sardo sarà l’unico sito pilota italiano all’interno del progetto europeo StoRES, finalizzato a promuovere l’utilizzo delle energie rinnovabili nell’area del Mediterraneo tramite l’integrazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo.

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logo progetto Storesdi Marcella Onnis

Il 29 dicembre 2016 è stato presentato a Ussaramanna il progetto europeo StoRES (Promotion of higher penetration of distributed PV through storage for all), volto ad aumentare la diffusione del fotovoltaico nell’area del Mediterraneo, in particolare nelle sue isole e aree rurali, tramite l’integrazione di impianti fotovoltaici (PV – photovoltaics) e sistemi di accumulo (storage). Il progetto coinvolge una rete di 7 Paesi europei (oltre all’Italia, Cipro, Francia, Grecia, Portogallo, Slovenia e Spagna) e può contare su un finanziamento complessivo di 2 milioni di euro provenienti dal programma di cooperazione transnazionale INTERREG MED 2014-2020, che include gli stati membri dell’Unione europea appartenenti all’area del Mediterraneo. Nel progetto StoRES il nostro Paese sarà rappresentato da tre partner, tutti sardi: il Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica (DIEE) dell’Università di Cagliari, il Centro regionale di programmazione (CRP) della Regione Autonoma della Sardegna e, appunto, il Comune di Ussaramanna, unico partner attivo del progetto e unico sito pilota italiano dei 5 previsti.

UNA GRANDE SFIDA PER UN PICCOLO CENTRO – La notizia ha quasi dell’incredibile se consideriamo che quello in questione è un centro rurale che conta meno di 600 abitanti e sorge in una zona economicamente poco sviluppata.  Per di più, StoRES è uno dei soli 5 progetti finanziati su un totale di 15 presentati in risposta all’avviso di selezione (call), ha rimarcato il sindaco Marco Sideri aprendo l’incontro. Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con i bandi europei sa che non è semplice rispettare tutti i requisiti richiesti, sia per la forma che per il contenuto, come in questo caso lascia intendere anche il ristretto numero di candidature, per cui essere riusciti non solo a presentare un progetto ma addirittura a vederlo finanziato è un notevole traguardo, raggiungibile solo unendo un’ottima idea, notevoli competenze… e il “fattore C”, a detta degli stessi interessati: il Sindaco (responsabile amministrativo locale del progetto), il consigliere comunale Andrea Rubiu (responsabile tecnico locale del progetto) e la ricercatrice del DIEE Susanna Mocci (che con la sua struttura fornirà al Comune il supporto scientifico).

Ussaramanna potrà, quindi, disporre di un finanziamento a fondo perduto pari a 200 mila euro, provenienti per l’85% dal programma INTERREG MED e per il restante 15% da fondi nazionali, a copertura di tutte le spese “per la realizzazione di sistemi intelligenti di stoccaggio dell’energia elettrica presso le abitazioni domestiche dotate di impianto fotovoltaico” e delle ulteriori spese connesse, necessarie per la buona riuscita del progetto. Ottenuta la bicicletta, però, ora si tratta di pedalare perché i tempi di realizzazione degli interventi finanziati non sono lunghi e devono seguire un rigido cronoprogramma: il progetto ha preso avvio a novembre 2016, durerà 30 mesi ed entro luglio 2017 i siti pilota dovranno essere operativi. Sin da questo mese, pertanto, il Comune dovrà raccogliere le manifestazioni di interesse dei privati che hanno già installato nelle loro abitazioni un impianto fotovoltaico e che desiderano dotarsi di un sistema di accumulo.

presentazione progetto Stores a UssaramannaVANTAGGI INDIVIDUALI … – Tale sistema, hanno spiegato l’ing. Mocci e l’ing. Rubiu, consente di immagazzinare l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico nelle ore diurne e non utilizzata in modo da poterla sfruttare nelle ore notturne, quando cioè non può produrne. Peraltro, sono proprio queste le ore in cui si verificano i picchi di consumo di energia, ha precisato l’ing. Mocci. Questo sistema di stoccaggio permette, pertanto, all’utente di ridurre il consumo di energia proveniente dalla rete elettrica “tradizionale” e, di conseguenza, di risparmiare sulla bolletta. È un sistema innovativo che consente «un uso efficiente delle energie non programmabili», quale è il fotovoltaico, che può avere un calo di produzione per esempio in condizioni di nuvolosità, ha spiegato ancora Andrea Rubiu. Come tutte le innovazioni, però, il sistema di accumulo ha un costo elevato: a seconda del carico dell’abitazione, per impianti domestici con allaccio da 3kW può arrivare a 5-6.000 euro, incluso l’intervento di installazione. Il progetto StoRES offre, quindi, agli ussaramannesi la possibilità non solo di ridurre i costi delle bollette, ma anche di non spendere alcunché per dotarsi della tecnologia che rende possibile questo risparmio. L’unica agevolazione esistente oggi, infatti, riguarda il pagamento dell’Irpef e consiste in una detrazione fiscale del 50% della relativa spesa, peraltro da “spalmare” in 10 anni ossia con la possibilità di detrarne solo il 5% all’anno, come in caso di acquisto di impianti fotovoltaici. Per dovere di cronaca, i relatori hanno ricordato che in altre regioni italiane sono previsti contributi a fondo perduto, ma mai a copertura del 100% della spesa. In questo caso, inoltre, sarà il Comune a gestire, tramite gare pubbliche, l’acquisto dei sistemi di accumulo (le cui specifiche saranno concordate da tutti i partner, magari prevedendo garanzie lunghe e un numero massimo di kW per gli allacci, ha ipotizzato l’ing. Mocci) e la loro installazione. I cittadini, pertanto, non dovranno attendere l’erogazione del contributo (perché i fondi saranno incassati e gestiti esclusivamente dal Comune), non dovranno sborsare nulla né dovranno perdere tempo a scegliere ditte e modelli: dovranno «solo mettere la parete», ha efficacemente sintetizzato Marco Sideri. E sarà sempre il Comune a gestire gli aspetti burocratici, inclusi i rapporti con il gestore dei servizi energetici, assicurando, in particolare, che il cittadino non perda le agevolazioni di cui già gode per l’installazione dell’impianto fotovoltaico.

L’Amministrazione comunale si augura di riuscire a soddisfare tutte le richieste, ottimizzando l’utilizzo delle risorse assegnate così da acquistare il maggior numero possibile di sistemi di accumulo. Quanto al limite di accesso – cioè, possedere già un impianto fotovoltaico –  si tratta di un “male necessario”: i relatori hanno, infatti, spiegato che era già previsto dall’avviso di selezione dei progetti in quanto, in tal modo, sarà possibile raffrontare i consumi energetici prima e dopo l’installazione del sistema di stoccaggio. Chi non ha ancora un impianto fotovoltaico, comunque, non deve sentirsi tagliato fuori, rassicurano gli Amministratori: da subito il Comune censirà i cittadini che hanno intenzione di acquistare un impianto fotovoltaico e che, in una seconda fase del progetto, potrebbero avere la possibilità di accedere a quest’agevolazione. A chi poi si preoccupava della durata degli impianti di stoccaggio è stato risposto che il loro ciclo di vita si aggira sui 10 anni, ma che questo varia a seconda delle tecnologie. In ogni caso, secondo l’ing. Mocci, in tale arco di tempo si registrerà un calo dei costi dei sistemi di accumulo, così come già accaduto per gli impianti fotovoltaici; saranno, inoltre, semplificate le procedure di sostituzione e potrebbero anche essere introdotte nuove agevolazioni.

presentazione progetto Stores a Ussaramanna… E VANTAGGI COLLETTIVI – Oltre ai benefici per il singolo, ci sono poi da considerare i vantaggi per la collettività, a partire da quella locale: il progetto consentirà, innanzitutto, a Ussaramanna di diventare un comune virtuoso in campo ambientale, come ha fatto notare Susanna Mocci, perché ridurrà il consumo di fonti energetiche non rinnovabili a vantaggio delle fonti di energia pulita; in più, hanno annunciato i tre relatori, potrà anche fungere da “vetrina” per le risorse locali (ambientali, agroalimentari, culturali, ecc..) in quanto il paese ospiterà ben due incontri con i partner stranieri coinvolti, per di più senza costi aggiuntivi perché le relative spese saranno coperte dal finanziamento, ha precisato l’ing. Mocci. La collettività che trarrà vantaggi dal progetto, però, si estende ben oltre i ridotti confini di Ussaramanna: nel medio-lungo periodo il progetto consentirà, attraverso il confronto delle buone prassi sviluppate e dei dati raccolti nei siti pilota, di fare un confronto costi-benefici fra più tecnologie e di raccogliere informazioni utili agli organi politici e alle autorità di controllo locali, nazionali ed europee dell’area mediterranea per elaborare nuove politiche, nuove regole e nuovi modelli di mercato energeticamente più efficienti e sostenibili. Vantaggi che appaiono notevoli a chiunque abbia uno sguardo lungimirante e sufficientemente acuto da capire che un beneficio (o un danno) per il “noi” è un beneficio (o un danno) anche per tutti gli “io” che questo racchiude, compreso il proprio.

Sembrerebbe, dunque, che agli abitanti di Ussaramanna sia stata offerta la possibilità di avere l’uovo oggi e la gallina domani: se vorranno averne la conferma, non resterà loro che cogliere quest’opportunità e poi stare a vedere.

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